• 12 Aprile 2021 19:27

Rissa in carcere tra leccesi e baresi per motivi calcistici: condannati in 21

DiRedazione OSAPPoggi

Feb 24, 2021

LECCE – Botte da orbi tra leccesi e baresi in carcere per la storica rivalità calcistica che divide le due città. E 21 detenuti sono stati condannati con pene che oscillano tra 1 anno e 4 mesi e 1 anno di reclusione con l’accusa di rissa aggravata.

La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Michele Gaurini. Sul banco degli imputati comparivano Saverio Cancellato, 33 anni, di Bari; Vito Griner, 42 anni, di Andria; Roberto Cutrignelli, 42 anni, di Bitonto; Vito Romanazzi, 31 anni, di Putignano; Giuseppe Donnarumma, 31 anni, di Torre Annunziata; Tomas Barbetta, 38 anni, di Squinzano; David Tsivtsivadze, 31enne, di nazionalità giorgiana; Giulio Salamini, 42 anni, di Taranto; Mamadou Sarkho, 32enne, di origini senegalesi; Armando Fanelli, 39 anni, di Taranto; Sandro Antonio, 39 anni, di Brindisi; Mauro Manicardi, 40 anni, di Merine (frazione di Lizzanello); Massimo Malinconico, 38 anni, di Lecce; Jaba Sokhadze, 42enne, georgiano; Fatom Berisa, 33enne, di origini slave ma residente a Brindisi; Nader Zarani, 36enne, di nazionalità tunisina; Vito Mandrillo, 30enne, di Pulsano; Angelo Tatullo, 45 anni, di Faggiano; Biagino Filieri, 52 anni, di Noha (frazione di Galatina); Stefano Della Rocca, 46 anni, di Gallipoli; Luigi Patera, 54 anni, di Noha (frazione di Galatina).

La rissa risale al 6 agosto del 2014 nei passaggi tra una sezione e l’altra. La motivazione? “Rivalità calcistiche tra Lecce e Bari” dichiararono i soggetti coinvolti nella zuffa intrrogati dagli agenti della polizia penitenziaria. Ad avere la peggio furono in quattro: Cutrignelli riportò multipli ematomi facciali, una ferita lacero contusa all’arcata sopraccigliare destra sanguinante; Vito Romanazzi, un edema all’occhio sinistro; Saverio Cancellato, invece, “ecchimosi sotto l’occhio sinistro e una piccola escoriazione superficiale al ginocchio sinistro”; Giuseppe Donnarumma, infine, “escoriazioni alla tempia destra, al braccio sinistro a al secondo dito della mano destra. Raccolte le testimonianze gli agenti di polizia penitenziaria stilarono una relazione di servizio poi inoltrata in procura che ha consentito all’allora pubblico ministero Giovanni Gagliotta di aprire un fascicolo d’indagine.

 

Tratto da: corrieresalentino.it

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