QUANDO FINIRÀ IL “MASSACRO” DEI POLIZIOTTI PENITENZIARI PUNITI AD OLTRANZA E LA CONTINUA “IMMUNITA'” DEI DETENUTI RESPONSABILI DI GRAVI AGGRESSIONI E DANNI ALLE STRUTTURE???

Buongiorno a tutti!!!

Fortunatamente tutto cambia e si evolve anche al Ministero della Giustizia; Al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ad esempio, ci sono i nuovi vertici Tartaglia e Petralia, al Ministero della Giustizia c’è un nuovo Capo di Gabinetto, che sostituisce Fulvio Baldi, che si chiama Raffaele Piccirillo.

Quello che invece purtroppo non sembra cambiare mai è l’ambito ed il contesto lavorativo dei Poliziotti Penitenziari.

Alcuni esempi concreti: – Provveditori Regionali – il decreto legislativo 444 del 1992 ne prescrive competenze e compiti e sono vastissimi, il lavoro, la sanità, la formazione, la disciplina, i bilanci, le attività sportive, ricreative e culturali, rapporti con gli enti territoriali…. ma tutte queste cose poi avvengono???

Persino i Provveditori Regionali, quali dirigenti generali, potrebbero evocare a loro stessi, le scelte che i direttori, loro sottoposti, non compiono oppure le scelte sbagliate.

Queste cose non vengono fatte ed i Provveditori Regionali dell’amministrazione penitenziaria non provvedono e se hanno qualche problema al limite, indirizzano un quesito all’amministrazione penitenziaria centrale, che a sua volta essendo occupata in tantissime altre faccende, non risponde o risponde con estremo ritardo.

Gli stessi istituti penitenziari al di là del nome, casa circondariale, casa di reclusione, etc… poi diventano una sorta di ammasso di promiscuità; i detenuti sono di tutte le tipologie, di tutte le età, giudicabili, ricorrenti oppure definitivi, tanto poi con loro ci lavorano Poliziotti Penitenziari, quali appartenenti ad un Corpo di Polizia estremamente specializzato, fortunatamente sottoposti ad una formazione costante coerente e puntuale: “COL CAVOLO!!!”.

Infine, parliamo della disciplina: abbiamo denunciato più volte i procedimenti disciplinari nei confronti dei detenuti responsabili anche di atti di gravi violenze, che non vengono aperti e se aperti, vengono lasciati scadere. Persino nei confronti dei detenuti responsabili delle gravi violenze quali i 14 morti, 60 milioni di euro di danni dei 7/8/9/10 marzo scorso, non è stato aperto alcun procedimento ai sensi dall’articolo 14 bis dell’Ordinamento Penitenziario, al contrario però, la disciplina resta un fondamento ferreo ed inarrestabile, solo nei confronti della Polizia Penitenziaria!!!

Ieri si è infatti tenuto, il Consiglio Centrale di Disciplina presieduto da Giulio Romano, direttore generale peraltro dimissionario alcuni giorni prima dall’incarico, che però ha voluto mantenere questa incombenza di processare i Poliziotti Penitenziari!!!

 

LEO BENEDUCI

SEGRETARIO GENERALE OSAPP

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