4 Dicembre 2022

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Detenuto aggredisce alle Molinette due poliziotti, l’Osapp: “Abbandonati a noi stessi”

Il segretario generale Leo Beneduci si appella al ministro Bonafede: “Politiche penitenziarie oramai completamente concentrate a favore dei soli detenuti”

Mercoledì scorso, nella tarda mattinata, un detenuto italiano ristretto al repartino ospedaliero per detenuti delle Molinette di Torino, con problemi psichiatrici, ha sferrato un violento pugno in faccia al sovrintendente di polizia penitenziaria di servizio. Lo riferisce oggi in una nota l’Osapp.

In aiuto del malcapitato è intervenuto immediatamente il personale presente. quel punto il detenuto ha afferrato le dita della mano destra di un poliziotto, “con il chiaro intendo di spezzargliele”, riferisce il sindacato.

Quattro giorni di prognosi per il primo, trenta per il secondo degli agenti aggrediti.

Così il segretario generale dell’Osapp Leo Beneduci: “Quanto accaduto è il risultato di una politica penitenziaria attuata in assoluto dispregio delle condizioni di lavoro del personale di polizia penitenziaria spesso lasciato solo nelle sezioni detentive ad operare in assoluta ristrettezza di mezzi e di supporti anche con 100/150 detenuti alla volta e anche con detenuti di estrema pericolosità e con detenuti che hanno problemi psichiatrici”.

“Si tratta dell’ennesimo episodio a riprova del fatto che un eccessivo buonismo nella gestione di penitenziari problematici come quello di Torino può mettere a repentaglio l’ordine e la sicurezza nonché l’incolumità degli agenti di polizia penitenziaria che vi operano e che come già detto sono completamente abbandonati a loro stessi a fronte di un sovraffollamento di oltre il 30% della popolazione detenuta complessa e difficile da gestire con casi particolari e psichiatrici”.

E conclude, appellandosi al governo: “Chiediamo l’intervento immediato del ministro Bonafede: le politiche penitenziarie oramai sono completamente concentrate a favore dei soli detenuti tanto che i veri torturati sono i poliziotti che quotidianamente operano, nelle carceri Italiane,  ogni giorno, in condizioni sempre più drammatiche e difficili anche in ragione del grave sovraffollamento.”

fonte: www.torinoggi.it

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