• 24 Febbraio 2021 19:16

Scarcerazioni, prescrizione e Dap: quello che il Guardasigilli non dirà

DiRedazione OSAPPoggi

Gen 25, 2021

In Senato proverà ad ammorbidire i toni giustizialisti per evitare di cadere. Ma il suo fallimento è sotto gli occhi di tutti.

Il punto più basso a marzo scorso quando il governo ha perso il controllo delle carceri. Ventuno penitenziari fuori controllo, devastazioni e saccheggi, un bilancio spaventoso da Sudamerica: 107 agenti feriti, 69 detenuti in ospedale, 13 morti dopo aver ingerito metadone e droghe.

Un altro ministro si sarebbe dimesso nell’ignominia, Alfonso Bonafede invece è sopravvissuto a tutto: pure all’incredibile evasione dal carcere di Foggia di 77 detenuti, compresi alcuni esponenti della mafia locale, e poi all’altrettanto sconcertante capitolo dei boss di Cosa nostra mandati con sciagurata disinvoltura a casa, in detenzione domiciliare, dopo l’esplosione dell’emergenza Covid.

Mai era successo qualcosa del genere nella storia repubblicana e l’ultima rivolta paragonabile a quelle scoppiate da Nord a Sud in tutto il Paese era avvenuta a Trani il giorno di Santo Stefano del 1980. Quarant’anni prima.

E invece il ministro siciliano è rimasto incollato alla sua disastrata poltrona, con l’aiuto della maggioranza ha parato non una ma due mozioni di sfiducia, presentate dal centrodestra e da +Europa. In quell’occasione fu Matteo Renzi a salvarlo, evitando di sparare il colpo di grazia.

Ora potrebbe essere Renzi a decretare la fine del Guardasigilli, anche se lui proverà ad ammorbidire i toni giustizialisti di sempre dirottando il dibattito sui soldi in arrivo dall’Europa e sulle risorse finalmente disponibili.

E però, con tutto il rispetto, il bilancio di questo anno e mezzo di navigazione travagliatissima è scoraggiante. C’è quel che è accaduto dietro le sbarre: un inquietante collasso dello Stato e una sconsiderata politica delle misure alternative che lasciano sbalorditi.

Lui se l’è cavata tagliando la testa del direttore del Dap, Francesco Basentini, parafulmine di questa catena di errori imperdonabili.

Fonte: ilgiornale.it

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