• 5 Marzo 2021 02:06

Pensioni 2021 Forze dell’Ordine, militari e Forze di Polizia: guida alla pensione anticipata

DiRedazione OSAPPoggi

Gen 19, 2021

Come si uscirà dal lavoro nel 2021, ecco le regole per Forze di polizia, Forze Armate, Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Tra i vari comparti della Pubblica Amministrazione quello dei militari e delle Forze di sicurezza in genere, in materia previdenziale ha delle regole a se stanti e diverse dal resto dei lavoratori, sia pubblici che privati.

Le regole per l’uscita dal lavoro e per il raggiungimento della quiescenza sono piuttosto particolari anche per quella che nel sistema previdenziale si chiama pensione anticipata( Vedi articolo sotto%). Ecco una sintetica guida a questa misura previdenziale destinata al personale appartenente alle Forze di Polizia, al personale appartenente alle Forze Armate, ai Carabinieri ed ai Vigili del Fuoco.

Pensione anticipata difesa e sicurezza, i requisiti 2021

Come dicevamo, la normativa previdenziale italiana prevede soglie diverse per la pensione anticipata per il personale delle Forze dell’Ordine, Forze di Polizia e così via. Infatti la pensione anticipata che per l’universo dei lavoratori dipendenti è pari a 42,10 anni per gli uomini e 41,10 anni per le donne, in questi settori lavorativi si centra invece al raggiungimento di 41 anni di anzianità contributiva (contributi versati).

In questo caso nessun vincolo anagrafico è previsto, ma bisogna fare i conti con il meccanismo a finestre mobili di uscita. Per la pensione con 41 anni di anzianità la finestra mobile di 15 mesi. In pratica la pensione decorrerà dopo 15 mesi dalla data di completamento del requisito contributivo.

Altre vie di pensionamento anticipato e le regole per l’età pensionabile

Bastano invece 35 anni di contributi per gli appartenenti a questi comparti della Pubblica Amministrazione se il militare ha almeno 58 anni di età. In questo caso la finestra di attesa per il primo rateo di pensione da percepire è di 12 mesi.

Naturalmente il discorso fatto riguarda il personale che nel 2021 non raggiungerà l’età pensionabile prevista e che varia a seconda del grado e della funzione svolta dal lavoratore insieme alla contestuale presenza di almeno 20 anni di anzianità contributiva. L’età pensionabile per quanto riguarda i Carabinieri è fissata a 65 anni per i gradi superiori ed a 60 anni per quelli inferiori.

Nel dettaglio 60 anni di età e almeno 20 di contributi bastano anche per militari di truppa, marescialli, sergenti, colonnelli e generali di brigata nelle Forze Armate, militari di truppa, marescialli sergenti, colonnelli e ufficiali per la Guardia di Finanza, agenti, ispettori, commissari, vice questori e sovrintendenti nella Polizia Penitenziaria. Per i Vigili del Fuoco invece, 60 anni come età pensionabile per vigili e caporeparti.

Il generale di divisione delle Forze Armate invece ha l’età pensionabile fissata a 61 anni, mentre per generali di corpo d’armata delle Forze Armate, generali di brigata nella GDF e i dirigenti superiori nella Polizia Penitenziaria si sale a 63 anni. A 65 anni invece è fissata l’età pensionabile per tutti gli altri gradi non citati a prescindere dal Corpo.

 

% PENSIONE ANTICIPATA

Nel sistema previdenziale italiano c’è sostanzialmente una sola misura aperta a tutti che consente il pensionamento senza limiti di età. Si tratta della pensione anticipata, alter ego della pensione di anzianità che era in vigore prima dell’avvento della legge Fornero.

Infatti fu proprio l’operato del governo Monti/Fornero, con la riforma delle pensioni nata con il decreto “Salva Italia” a cancellare dal sistema previdenziale la pensione di anzianità sostituendola con le attuali pensioni anticipate.

Si tratta quindi della misura che permette il pensionamento una volta raggiunta la soglia di contributi prescritta dalla normativa vigente, senza tenere conto dell’età del lavoratore. Anche nel 2021 questa misura sarà appannaggio di determinati lavoratori, tutti come vedremo, con carriere lavorative lunghe e durature.

Pensione anticipata 2021, cos’è?

Carriere continue, lunghe e durature dicevamo, perché la soglia di contributi da centrare è piuttosto elevata. La misura prevede anche una distinzione di genere, perché per la pensione anticipata, unica misura a prevederlo, c’è una differenza di requisiti tra uomini e donne.

Nel 2021 potranno lasciare il lavoro con la pensione anticipata i lavoratori maschi che hanno completato 42 anni e 10 mesi di contributi versati e le lavoratrici donne che invece avranno completato 41 anni e 10 mesi di versamenti di contributi.

La precisazione relativa all’anno 2021 va prodotta dal momento che la misura è collegata all’aspettativa di vita e per questo le soglie di contributi da centrare negli ultimi anni sono salite costantemente (l’ultimo scatto a gennaio 2019). Per il momento comunque vige il blocco all’adeguamento per la stima di vita degli italiani fino al 2026 e pertanto ancora per qualche anno, tranne novità da parte dei legislatori, le soglie contributive resteranno invariate anche dopo il 2021.

Alcune particolarità della pensione anticipata 2021

Per completare i 42,10 o 41,10 anni di contributi sono utili tutti i periodi, ma con alcuni vincoli da sottolineare. Per esempio come recita testualmente la pagina informativa sulla misura presente sul sito dell’Inps, “ai fini del raggiungimento del requisito contributivo è valutabile la contribuzione versata o accreditata a qualsiasi titolo, fermo restando il contestuale perfezionamento del requisito di 35 anni di contribuzione utile per il diritto alla pensione di anzianità disciplinata dalla previgente normativa”.

Per chi non ha anzianità di versamento antecedente il 31 dicembre 1992 invece vige il vincolo dei 5 anni massimo di contributi figurativi utilizzabili. Va ricordato che i contributi figurativi sono quelli relativi a:

  • servizio militare;
  • malattia e infortunio;
  • disoccupazione;
  • gravidanza e puerperio;
  • aspettativa per cariche pubbliche o sindacali;
  • cassa integrazione guadagni;
  • calamità naturali;
  • mobilità;
  • donazione gratuita di sangue.

Per i contributivi puri ogni anno di lavoro versato prima del 18imo anno di età vale 1,5 anni. Per chi accedeva prima dei 62 anni di età, per la contribuzione accreditata prima della riforma Fornero, cioè prima del 2012, una volta vigeva il taglio dell’1% per ogni anno di anticipo rispetto ai 62 anni e del 2% per gli anni di anticipo a partire dal terzo, sempre prima dei 62 anni. È il taglio relativo alla quota retributiva di pensione, per questo, per i contributivi puri questa penalizzazione non ha mai trovato alcuna applicazione. Adesso questa sorta di disincentivazione all’uscita è scomparsa per tutti.

Le finestre mobili novità dallo scorso anno

Come detto in precedenza, i requisiti di accesso alla pensione anticipata sono inalterati rispetto al 2020 e lo saranno fino al 2026. Nessun adeguamento alle aspettative di vita è stato previsto per i prossimi anni. La novità però riguarda la data di decorrenza della pensione. Infatti è stato introdotto il sistema delle finestre mobili. La pensione anticipata decorre dopo tre mesi dal raggiungimento dei requisiti di accesso alla pensione anticipata.

 

 

Fonte: ultimora.news

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