Nella giornata di ieri, 4 novembre 2025, all’interno dell’Istituto di Rebibbia N.C. (Roma) è avvenuto l’ennesimo decesso di una persona detenuta. Si tratta di un uomo italiano di 40 anni. Le cause del decesso sono attualmente al vaglio della Magistratura: l’OSAPP esprime cordoglio ai familiari e chiede massima trasparenza e rapidità negli accertamenti. Il detenuto era stato trasferito da poco dal Carcere Regina Coeli a seguito dello sfollamento resosi necessario per il crollo del tetto in quell’istituto. L’episodio è l’ennesimo segnale di un sistema sovraccarico e privo di adeguati presìdi che scarica su Personale di Polizia Penitenziaria e ristretti, criticità strutturali non più tollerabili. L’OSAPP ribadisce che Rebibbia N.C. è ormai al collasso ed i detenuti vengono allocati anche nelle sale ricreative, senza la possibilità di accedere a servizi igienici idonei. È inaccettabile per la dignità delle persone e per la sicurezza complessiva dell’istituto. L’OSAPP chiede con urgenza: ispezione straordinaria del DAP e della ASL competente, con relazione pubblica sugli standard igienico-sanitari e di sicurezza; stop immediato alle allocazioni in locali non idonei (sale ricreative, ambienti privi di servizi igienici o requisiti minimi); piano di decongestione per Rebibbia N.C., con trasferimenti programmati e sostenibili e riapertura di spazi conformi; risorse e personale aggiuntivi per garantire condizioni di lavoro e sicurezza al personale di Polizia Penitenziaria e a tutta la popolazione detenuta. Il sindacato ribadisce che sicurezza e dignità non sono alternative: ambienti idonei, organici sufficienti e cure tempestive sono condizioni minime per prevenire eventi tragici e garantire legalità nelle carceri._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”.
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