Comunicato Stampa_ Nel primo pomeriggio di oggi 7 agosto 2025, nella prima sezione del padiglione C, un detenuto italiano quarantacinquenne si è tolto la vita impiccandosi con un cappio rudimentale ricavato da un lenzuolo nel bagno della cella dove era ristretto. “Il 53º morto in carcere per suicidio pone in dubbio la stessa organizzazione dell’amministrazione penitenziaria – dichiara il segretario generale Leo Beneduci -. Noi dell’OSAPP sosteniamo che sia solo una delle punte dell’iceberg penitenziario che oltre ai suicidi comprende risse e aggressioni, traffici di telefoni e di sostanze stupefacenti, sindromi psichiatriche e assenza di assistenza sanitaria per i malati; tutto gestito da personale di Polizia Penitenziaria privo di mezzi e di organici e su cui pende la costante spada di Damocle dei procedimenti disciplinari e penali. La verità anche per i suicidi in carcere è che l’Amministrazione penitenziaria centrale – il DAP come adesso è costosa e inutile e va commissariata o chiusa del tutto. Altrettanto la Polizia Penitenziaria che è l’unico Corpo di Polizia con funzioni risocializzanti deve essere gestito da una Amministrazione appropriata e idonea che non l’attuale.
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

