di Leo Beneduci_ Siamo giunti, anche quest’anno, anche come Polizia Penitenziaria (felicemente?), alle Festività 2025-2026 e per l’amministrazione penitenziaria, come per molte famiglie italiane, la tombola resta tra i giochi preferiti a cui dedicarsi in questo periodo. In questa fine d’anno, poi, tra i numeri da estrarre dal bussolotto penitenziario e collocare sulle apposite “cartelle”, anche gli oltre 130 colleghi commissari capo, per i quali si è appena concluso il tirocinio operativo rendendoli di fatto idonei ad ogni possibile responsabilità. E’ nei PRAP, quindi, più che al Dap, che si apre la lotteria dei numeri e degli incarichi delle sedi di comando (molti saranno vice comandanti sulla carta e comandanti nei fatti). Perché non è un’assegnazione, è una tombolata provveditoriale: ogni provveditore ha a disposizione due cartelle, da una parte gli intoccabili da blindare in uffici e nuclei, dall’altra le palline da flipper, rimbalzate a caso tra sedi periferiche e incarichi di facciata. Benché in palese e grave ritardo, finalmente soddisfatto, forse ma non è detto, chi aveva ricevuto la promessa di avere un Comandante in ogni sede (gli avevano detto a marzo ma non gli avevano specificato l’anno..) e per un direttore in ogni sede, poi, si vedrà. Per cui ciascun provveditorato “darà i numeri”: il pallottoliere girerà, le estrazioni si moltiplicano, ma la sostanza, hainoi, non cambierà. Tanto per i Commissari Capo vige un regolamento anacronistico fermo agli ispettori e un codice fossilizzato che pretende di governare nuove funzioni con vecchie regole. È come far viaggiare l’alta velocità su binari obsoleti e verso stazioni secondarie: il treno corre e può facilmente deragliare, ma le fermate restano quelle di un secolo fa. La liturgia è sempre la stessa: numeri, cartelle, sorteggi e amici degli amici. La macchina amministrativa si traveste da tombola di Natale, ma dietro le palline colorate resta la certezza che il destino dei Commissari Capo non lo decide il merito, bensì un regolamento che li inchioda a regole datate. La vera tombolata non è quella delle sedi, ma quella delle omissioni: ogni estrazione è un comando, ogni mancata estrazione è un problema che resta sotto il tappeto, dove da sempre nell’amministrazione penitenziaria si cerca di nascondere la polvere. A proposito, abbiamo scoperto che i “Presidenti della Repubblica” tra i dirigenti generali sono almeno due e siamo, altresì, certi che ne scopriremo presto altri, immuni da qualsivoglia responsabilità e riconoscibili solo per il cognome… di “famiglia”, laddove e come abbiamo specificato nelle premesse le famiglie contano. Buon proseguimento e forti abbracci a tutti. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

