di Leo Beneduci_ Il detenuto evaso da Opera non è un mago delle evasioni. Sarà riacciuffato dagli uomini del NIC della Polizia Penitenziaria, che ancora una volta dimostreranno professionalità e capacità operative. Poi, dopo la cattura, il detenuto sarà riallocato in un carcere insicuro, dove gli agenti hanno paura persino di respirare troppo forte. Tale sarà comunque l’ulteriore prova che non esiste alcuna genialità criminale, ma solo la fragilità di un sistema che si sgretola. La vera questione è l’amministrazione penitenziaria, fatta di illusionisti della competenza. Essa proclama sicurezza e piani straordinari, ma costruisce carceri fragili come mattoncini Lego, inadatte persino a resistere a un urto minimo. Intanto i dirigenti generali strapagati e perennemente assenti, si preparano a intascare tredicesime che faranno sfiorare stipendi da ventimila euro, mentre gli istituti si trasformano in dormitori e gli agenti vengono lasciati soli a presidiare l’impossibile. Non è il detenuto ad essere bravo, è l’amministrazione ad essere inadeguata. Non è astuzia, è dilettantismo. Non è magia, è incompetenza. Il vero primato non è quello del “mago della fuga”, ma quello del DAP: trasformare ogni beffa in un atto di auto sabotaggio, scaricando le colpe sugli agenti (che non fanno le conte, che non battono le inferriate, che non sfondano ogni volta muri, armadietti e materassi per scoprire telefonini, seghetti e armi rudimentali..etc.?), come se non ci fossero garanti, associazioni, magistrature e Strasburgo. Perché il tutto prosegua indisturbato ed inefficiente, basta lasciare intatti i vertici, quelli che comandano e organizzano solo mediante gli ordini di servizio, che nelle sezioni detentive non ci vanno mai o che il sabato, la domenica e nei festivi sono sempre irreperibili. L’OSAPP richiama la politica alle proprie responsabilità: basta illusioni, basta favole. Servono istituti solidi e debitamente allocati (la sinistra aveva riaperto le isole, la destra invece….) ed equipaggiati con tecnologie adeguate, personale formato e vertici presenti. Solo la specializzazione e la differenziazione dei soggetti e delle carceri può salvare un sistema che tradisce ogni giorno di più la sicurezza dei cittadini e la dignità della Polizia Penitenziaria. Tra chi “piange” in televisione, che incolpa solo gli organici e il sovraffollamento (l’uovo di Colombo..) e non la gestione e i vertici inadeguati, che ha applaudito ai corsi ridotti all’osso e alle inutili parate per gli agenti, spetta ancora una volta all’OSAPP la parte, scomoda, dopo avere ascoltato i Colleghi/e, della voce che grida nel deserto. Ma fino a quando? Un abbraccio come mille abbracci. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

