di Leo Beneduci_ Polizia di Stato, Carabinieri e Guardia di Finanza aggiornano i loro siti istituzionali con operazioni brillanti: arresti, sequestri, successi investigativi. Ogni intervento è raccontato, ogni risultato è valorizzato. La sicurezza è visibile, riconosciuta, celebrata.
E la Polizia Penitenziaria? Viene raccontata dai vicini di stanza di ‘Sediarossa’, impegnato a scrivere circolari sul GUSWEB, solo attraverso lo sport e le assunzioni. Come se il Corpo fosse una palestra. Come se il basco azzurro fosse solo un accessorio, non il simbolo di chi garantisce ordine e sicurezza tra le mura più difficili dello Stato. Sul sito istituzionale scorrono solo immagini patinate: giuramenti, concorsi sportivi, Fiamme Azzurre, cerimonie. Tutto bello, tutto ordinato. Ma la trincea detentiva non è lì. La trincea è nei reparti, nei turni, nei corridoi. Dove gli agenti sono bersaglio di sputi, insulti, aggressioni e procedimenti Eppure, di questo non si scrive. Non si mostra. Non si celebra. I nuovi agenti, tanto pubblicizzati quali apprezzate e tutelate nuove leve del Corpo, finiranno proprio lì. Non nelle foto, ma nei corridoi delle sezioni. Non nei comunicati, ma nei turni. Non nelle cerimonie, ma nei reparti. E lì scopriranno che la fiammella sul basco non brilla: viene spenta ogni giorno dalla realtà che figure come ‘Sediarossa’ non affrontano dalle loro ben retribuite poltrone. L’OSAPP certo, non si oppone allo sport in generale e, in particolare, a quello che dà lustro alla Polizia Penitenziaria e inorgoglisce i Colleghi/e, anzi auspicherebbe che un maggior numero di atleti vicenti pronunciasse finalmente in televisione e sui giornali quel nome: “POLIZIA PENITENZIARIA”! Ma pretende anche e soprattutto verità. Pretende rispetto per chi è già in campo. Per chi ha ricevuto gli alamari, magari da un proprio genitore commosso, ma poi dovrà curarsi con cerotti e punti di sutura, o pagarsi gli avvocati. Per chi non è stato celebrato, ma è stato dimenticato dopo l’assunzione in servizio. La trincea non è una pagina da saltare. È la prima da raccontare. BASTA VETRINE. VOGLIAMO RISPETTO PER CHI COMBATTE IL CRIMINE OGNI GIORNO NEI FATTI E METTENDO A RISCHIO LA PROPRIA INCOLUMITÀ SENZA CHE ALCUNO, POI, LO RICONOSCA E GLI RENDA MERITO! Un abbraccio come mille abbracci. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

