Pubblichiamo la lettera, a commento di un nostro articolo, di un direttore penitenziario, debitamente priva di riferimenti che rendano individuabili luoghi ed autore onde evitare non improbabili “ritorsioni”. Ulteriormente disvelato, quindi, il sistema delle connivenze e degli “amici degli amici” in vigore al DAP ed il cui “fulcro” è tuttora al potere e operante. Con l’occasione, confermiamo la nostra disponibilità a pubblicare missive e, in generale, contributi che si vogliano produrre in rapporto alle tematiche che andiamo trattando, ovviamente e se necessario, previa adozione delle opportune cautele.
Leo Beneduci
ESATTAMENTE QUELLO CHE E’ SUCCESSO A ME!
L’anno scorso OMISSIS contava, di questi tempi, 650 detenuti. Nonostante le mie continue richieste di non trasferire più detenuti, di continuo arrivavano una marea di detenuti “problematici”. Finanche quelli che avevano tentato di evadere da OMISSIS non venivano trasferiti, mentre mi si mandavano detenuti che avevano tentato altrove di evadere…fin quando chi, appunto aveva tentato di evadere da OMISSIS, non è evaso da OMISSIS.. Io scomodo/a per aver segnalato...Io rompiscatole per aver fatto emergere problematiche ataviche che in trent’anni mai nessuno aveva sollevato (come quella della carenza idrica che viene perseguita penalmente quando si lasciano privi d’acqua gli animali ma diventa cosa normale nelle patrie galere), ho portato a galla strani traffici che sono al vaglio della magistratura ed hanno comportato già il licenziamento di qualche dipendente (comparto funzioni centrali)...io inviso/a per essermi sempre preso/a cura di detenuti e detenenti in tutti i modi, anche con la denuncia pubblica, quando ho capito che dall’alto l’unico interesse era il silenzio e la ricerca dello scemo di turno cui accollare le loro responsabilità e, purtroppo, in quel caso lo scemo ero io … Ho rappresentato, ho denunciato, ho rivendicato, per me, per i detenuti e per tutto il personale condizioni di vita lavorativa e detentiva che fossero legali. Ma poiché non rientravo nel cerchio magico degli amici degli amici, poiché la parola d’ordine era “profilo basso” e poiché non ho aderito alla consegna del silenzio, prendendomi anche fino alla fine cura dei più disperati che, dopo un anno di ascolto e di attenzioni quotidiane, ho saputo morti suicidi presso l’isolamento di altro istituto, non mi è stato perdonato nessuno dei LORO errori. Stranamente però, dopo che sono andato/a via da OMISSIS, tutte le mie richieste, contenute in atti riservati e non (sono state quelle a salvarmi dal OMISSIS… col quale hanno cercato di sporcare i miei anni di servizio e la mia persona. Sapevano benissimo che quegli atti li avrei portati fuori dall’ambito dell’amministrazione penitenziaria…) sono state accolte. È stato invitato personale a gogò, è stato ridotto il numero dei detenuti, ora OMISSISS quindi solo 40 in più rispetto alla capienza ottimale). Almeno non sono stato/a complice… almeno non mi porto sulla coscienza morti suicidi...e, parafrasando Enzo Tortora posso gridare: “ io sono innocente, so che voi non lo siete…! “
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

