di Leo Beneduci_ Finita la stagione delle forfettarie — quella dei 110 euro al giorno, dei provvedimenti lampo e dei controlli erariali a posteriori; altrettanto conclusa, forse, la stagione dei distacchi al Dap e nei Provveditorati, si apre il nuovo corso dei comandanti volontari ad ogni costo. Gli arci-stipendiati si sono ormai sistemati, hanno dato ed ora che sono stati nominati primi dirigenti sul campo, o in maggioranza già lo erano e si avviano alla prossima nomina a dirigente superiore (fra due anni ma se LUI vuole anche prima) per cui meglio evitare il carcere come la rosolia in gravidanza, e i comandi restano scoperti. Nel vuoto strategico del Dipartimento, un alto dirigente— esperto in abbinamenti immunizzanti e refrattario alle forfettarie — orchestra una rete silenziosa ma efficace: una linea diretta per far “contagiare” i neo-commissari con l’esperienza del comando. Come quando da bambini si veniva mandati a giocare con il cugino col morbillo o la rosolia: meglio prenderla subito, così ci si immunizza. Oggi, per loro, il comando è l’esantema da affrontare. Meglio farlo ora, prima che diventi peggio. I 132 funzionari in tirocinio operativo per diventare Commissari Capo secondo qualcuno di Largo Daga si candidano spontaneamente, bussano alle porte degli istituti e si offrono per guidarli. Formalmente saranno vicecomandanti, ma nella realtà saranno comandanti a tutti gli effetti. Una soluzione tampone che consente al DAP di non affrontare — né risolvere — il problema strutturale: la cronica carenza di primi dirigenti del Corpo (che andrebbero raddoppiati nel numero, previo espletamento triennale di adeguate responsabilità operative sul campo, come si converrebbe ad un Corpo di Polizia degno di tale nome) aggravata dal fatto che molti di quelli in servizio non esercitano funzioni di comando, mentre altri vengono estromessi alla prima difficoltà. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: istituti penitenziari privi di una guida stabile, con ricadute evidenti sull’organizzazione, sulla sicurezza e sulla tenuta del personale. E intanto, il contagio continua e la fuga dal carcere pure. Chi glielo spiega che una volta perse le carceri (come sta avvenendo) sarà perduta anche la Polizia Penitenziaria e il Dap farà bene a chiudere? Fraterni saluti a tutti._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivici a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

