di Leo Beneduci_ Credo che, oramai, pressoché tutti conoscano la pluriennale battaglia condotta dall’OSAPP per ottenere un Regolamento di Servizio del Corpo di Polizia Penitenziaria degno di tale nome e, soprattutto degno di un Corpo di Polizia dello Stato. D’altra parte, è altrettanto noto il tentativo dell”Amministrazione penitenziaria di “contrabbandare” i modelli operativi (li insegnano nelle Scuole?) al posto di un Regolamento che data a più di 25 anni or sono. Ciò nonostante e benché sia da ritenersi che tale Regolamento non “regoli” il servizio del Capo e/o del Vice Capo del Dap e neanche dei Direttori Generali presso il Dap o dei Provveditori regionali, la realtà è del tutto diversa. Il Regolamento del Corpo permane vicenda completamente interna alle “manovre” e ai pensieri dei capi, particolarmente attenti acchè nulla turbi la loro particolare omeostasi istituzionale e con il Ministero della Giustizia di via Arenula concorde e complice…che tanto la Polizia Penitenziaria non esiste! E’, crediamo, con tale “spirito” che il Vice Capo del Dap lo ha comunicato, con sorprendente leggerezza, alle OO.SS. durante una riunione per il rinnovo dell’Accordo Nazionale Quadro: “Il Regolamento c’è, è tornato dall’Ufficio Legislativo”. Una frase pronunciata quasi di passaggio, come se non riguardasse decine di migliaia di poliziotti penitenziari che da oltre otto anni attendono una cornice normativa adeguata. Eppure, nonostante l’annuncio, alle OO.SS. non è stato trasmesso nulla: né la bozza aggiornata, né i rilievi formulati da Via Arenula. Un vuoto informativo che contraddice la stessa affermazione del Vice Capo. Perché – avrebbe aggiunto – servono “delle correzioni”. Non sappiamo quali, dove e su cosa. E proprio per questo l’OSAPP, a nome di tutti i Poliziotti Penitenziari, ha il diritto-dovere di pretendere chiarezza. Perché se sono state prescritte correzioni, allora esistono rilievi; se esistono rilievi, devono essere conosciuti al pari di un testo che doveva essere necessariamente innovativo. Non è una concessione: è un diritto sindacale e un dovere dell’Amministrazione. Il Regolamento c’è, ma resta invisibile. Sono passati quasi 9 anni dalla delega che consentiva gli aggiornamenti e l’Amministrazione che avrebbe dovuto provvedere per tempo e in cui ancora sopravvivono alcuni dei predetti Ir-Responsabili ha perseverato nel proprio FALLIMENTO. Un documento che dovrebbe definire ruoli, responsabilità e catene di comando trattato come un testo iniziatico, sottratto a chi dovrà applicarlo ogni giorno, è qualcosa di assolutamente INACCETTABILE. Nel frattempo, il Corpo continua a lavorare con un Regolamento del 1999: superato, incompleto, inadatto. Un paradosso che non è più solo inefficienza: è scarsa considerazione istituzionale, resa evidente da quella mezza frase che pretendeva di chiudere la questione senza fornire alcun contenuto. L’OSAPP lo afferma con chiarezza: questa non è prudenza, non è tecnica, non è “iter”. È opacità amministrativa, e migliaia di poliziotti non possono più esserne spettatori silenziosi e inermi. Caro Vice Capo, che già fosti a lungo al Personale, come e in un modo che non possiamo dimenticare, il Regolamento è tornato,
ora trasmettete bozza e rilievi all’OSAPP. Il Corpo merita trasparenza, non frasi EVASIVE. Un abbraccio come mille abbracci._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

