di Leo Beneduci_ Nei distretti penitenziari del centro-Italia, dove le reggenze si assegnano con la stessa accuratezza con cui si lancia il riso ai matrimoni, si è manifestato un fenomeno gestionale degno di studio accademico: il Provvedunning-Kruger. Non è un refuso, ma una diagnosi. L’effetto Dunning-Kruger, per chi avesse saltato la lezione, descrive la tendenza di chi è incompetente a sopravvalutarsi, convinto di essere brillante proprio perché ignora quanto ignora. Ecco, nel sistema penitenziario questo effetto ha trovato casa, scrivania e timbro. I responsabili dell’inefficienza distrettuale si muovono con sicurezza, certi di essere capaci, mentre chi ha competenza viene ignorato o, peggio, delegato. Il tutto mentre le competenze evaporano come l’acqua nei termosifoni spenti. L’Emilia e la Toscana si scambiano le buone prassi, soprattutto nel governo dei detenuti, che per osmosi passano su proposte a parti invertite da un distretto all’altro. Il Provveditore toscano, noto per la sua creatività nel bypassare l’organigramma, ha deciso di non inviare a Prato né il direttore esperto che siede nei suoi uffici in cui genera note e richiami per le direzioni e scrive ordini di servizio, né il primo dirigente del PRAP, che si occupa del governo del personale. Peccato che siano i due vertici, i due consiglieri della Provveditrice. Il risultato? A quanto pare una vice direttrice spedita da Livorno a giorni alterni, come fosse un pendolare della competenza. Il tutto mentre Livorno stessa è in transizione e Prato attende un direttore come si aspetta alla banchina un in sciopero. Eppure il DAP del precedente direttore generale del personale – ora salito al terzo piano, che il Signore glielo conservi – aveva già inviato una dirigente di Largo Daga a Prato, dove le cose non sono cambiate. Perché dovrebbero migliorare con due direttori di nuovo conio? Perché la Provveditrice di Firenze non prende il suo uomo migliore e lo manda a dirigere il carcere di Prato? Ha un curriculum di tutto rispetto in Toscana, conosce il personale, è stimato e apprezzato. Magari si potrebbe inviare anche la sua diretta collaboratrice, un primo dirigente del Corpo. Ma evidentemente la logica non è più un criterio. A Prato, il PRAP ha rilanciato una specie di “TASCK FORSE”. Sì, scritta proprio così: con la “K” che fa internazionale e il “FORSE” perchè la soluzione fa ridere. Perché il compito non è risolvere, ma coprire. E se qualcosa va storto? La colpa non risale mai oltre il piano terra del Dap. Il tutto mentre i neo agenti – per i quali la politica ha chiesto tutela – vengono affidati a chi non ha mai diretto, ma ha firmato la disponibilità. E in tempi di improvvisazione, la disponibilità è la nuova laurea. La nuova strategia? Doppia reggenza – Sollicciano e Prato – , zero requisiti in capo ai designati. Il Provvedunning-Kruger non è un incidente, è una prassi. Chi meno sa, più decide. Chi più sa, meno viene consultato. Le missioni si moltiplicano, le nomine si rincorrono, e la logica resta un optional. La “TASCK FORSE” diventa il simbolo di un’amministrazione che non pianifica, ma improvvisa. E se qualcosa va storto, si cerca un capro espiatorio da acciuffare in una delle sedi in cui è costretto a girare. Ce ne scusino gli altri, ma da domani scriveremo anche delle perle provveditoriali, non di meno interesse, di Padova, Torino Bologna e Roma… Fraterni Saluti a tutti._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

