di Leo Beneduci_ Accade anche questo: organizzano seminari per indirizzare le procedure disciplinari contro i Poliziotti Penitenziari nei quali, peraltro e malgrado le previsioni di legge, la partecipazione sindacale è del tutto inutile e possibilmente poco gradita. Il seminario intitolato “Il giusto procedimento disciplinare della Polizia Penitenziaria” organizzata dal disastrato Provveditorato fiorentino il prossimo 10 dicembre presso il locale Magazzino Vestiario non è un’occasione di crescita, ma un esercizio di conformazione. L’errore nel titolo — “della” invece di “a carico” — rivela la sostanza: non si tratta di garantire correttezza, ma di piegare la disciplina alla linea dei vertici, imponendo che i funzionari istruttori diventino copie conformi dell’ufficio che conferisce l’incarico. Il “giusto procedimento disciplinare” non si insegna in aula, si realizza individuando le colpe d’apparato di un PRAP che abbandona i Poliziotti in trincea. Invece del giusto procedimento i vertici fiorentini approfittassero del “giusto momento” per affrontare in prima persona la realtà viva e difficile della Casa Circondariale di Prato. La crisi in cui il PRAP Toscana ha precise responsabilità non si risolve con passerelle accademiche: richiede presenza, decisione e capacità manageriale. Ecco perché i due fiori all’occhiello dell’Ufficio I del medesimo Prap (ma potremmo parlare di quelli di Padova, di Torino come di Milano, al pari del patron dipartimentale del 3° piano) esibiti come luminari della materia, dovrebbero essere impiegati non come relatori di un seminario, ma come Direttore e Comandante in trincea a Prato, (dove col cavolo che ci vanno) e dove le loro doti operative e gestionali servirebbero davvero. Non per insegnare la teoria, ma per esercitare la pratica. Non per uniformare, ma per guidare. Non per replicare se stessi, ma per rispondere alla crisi con responsabilità e presenza. In ogni caso sarà un successo….o prenderanno consapevolezza dei loro limiti o daranno prova delle loro propagandate capacità. La domanda che l’OSAPP si pone è “fino a quando” costoro riterranno che i Poliziotti Penitenziari e i sindacati che se ne occupano (quelli veri che non si vendono per un tozzo di pane) siano talmente occupati dalle loro beghe e dai loro interessi interni da non rendersi conto degli abusi e dell’arroganza di chi ritiene di esercitare un potere assoluto ed incrollabile? Fraterni saluti a tutti. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

