di Leo Beneduci_ Anni fa fui invitato nell’ufficio da un dirigente del Dap, già magistrato fuori ruolo, benché non fossimo in eccessiva confidenza, che mi illustrò, con enfasi, l’assoluta ed esclusiva novità della ‘Sala Situazioni’. “Ci sarà personale in servizio 24 ore su 24 e saremo in grado di conoscere in tempo reale quello che accade in ‘periferia’ così da poter intervenire immediatamente” disse e a me, che non ero un grande sostenitore del decentramento dell’amministrazione, l’idea sembrò ottima da subito. Di anni ne sono trascorsi parecchi e le cose da allora sono sicuramente cambiate, purtroppo non in meglio in quanto a tensioni, rischi e sovraccarichi di responsabilità per coloro che operano a diretto contatto con la popolazione detenuta! Certo la famigerata ‘Sala Situazioni’ del Dap funziona senza tregua e spesso, credo (non sono autorizzato ad accedervi) sia proprio tale servizio a rendere conosciuti e soprattutto interpretabili fatti del territorio penitenziario. Ma, non perché gli eventi vi vengono esposti successivamente alla loro conclusione e non solo perché, a volte, particolari pur rilevanti possano essere omessi in narrazioni in alcune circostanze persino del tutto assenti (alcuni ‘panni sporchi’ delle carceri si lavano solo in famiglia), ma le iniziative che ne dovrebbero derivare risultano palesemente insufficienti. Addirittura, ma non me ne vogliano al Dap, spesso sono i sindacati a supplire a tali carenze di informazioni o alla persistente sottovalutazione di accadimenti che vengono considerati normali (ordinari incerti del mestiere) dovendo risultare invece inaccettabili o, addirittura, sono i giornalisti della carta stampata e televisiva a restituirci un quadro che non dovrebbe essere ignorato. A meno di non ritenere che lo scopo principale della Sala Situazioni dei Dap riguardi la mera indagine statistica così da consentire ai vertici dell’amministrazione penitenziaria di delineare numeri e percentuali, magari in risposta a quesiti o interrogazioni di natura ministerial-parlamentare, la “fame” di risposte dal territorio al centro sta aumentando a dismisura. C’è qualcosa che non va o, se si vuole essere meno pessimisti, che non va più nell’amministrazione e nel sistema penitenziario e Noi dell’OSAPP purtroppo sappiamo che quello che è accaduto, forse anche per eccesso immeritato di delega, è stata la rottura della cinghia di trasmissione tra il Centro e gli Organi decentrati del Dap, quei provveditorati regionali a cui la legge affida incombenze, che vengono esercitate solo in parte, quali quelle di intervenire con la massima tempestività rispetto alle emergenze attraverso seppure temporanei supporti organici, trasferimenti urgenti e in idonee strutture dei detenuti peggiori, assegnazioni di idonee risorse economiche e costanti visite-ispezioni alle strutture del distretto per individuarne e sanarne le criticità, e solo poi e nell’impossibilità di correttivi adeguati, non prima come invece accade, il chiedere l’intervento dell’amministrazione centrale. Inutile sottolineare che le uniche ‘accelerazioni’ delle iniziative a cui assistiamo in campo provveditoriale riguardano i procedimenti disciplinari a carico del personale di Polizia Penitenziaria, proprio nei distretti che vanno peggio, che presentano i peggiori problemi ed in cui sono più spesso i detenuti a restare impuniti rispetto agli agenti, ovvero che di più risentono dell’assenza (pur presente sulla carta) di un dirigente generale di adeguate capacità e competenza, bravi/e semmai nell’accogliere i politici e nel fare passerella agli eventi mondani e null’altro. Allora, visto che di statistiche abbiano parlato, si facciano queste benedette statistiche e si scoprano le carte del dove, del come, del perché e del cosa, ma riguardo ai procedimenti disciplinari, perché non è attraverso la costante punizione dei più deboli anelli delle catene di comando delle carceri che potrà rendersi più sicuro e umano il sistema.
Un fraterno abbraccio a tutti. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

