di Leo Beneduci_ Bastano sei giorni e mezzo di forfettaria a 110 euro al giorno per superare il FESI di un anno intero, maturato da chi ha oltre 200-250 presenze reali nelle trincee. Il paradosso? Il forfettista prende anche il FESI, pur fruendo dei ROL. Chi lavora davvero, chi è presente, chi garantisce operatività , resta con le briciole. Chi è assente, chi sfrutta conoscenze e meccanismi, incassa tutto. Le regole cambiano con gli importi. Per i compensi bassi, scattano controlli e rallentamenti. Per le somme alte, niente visti che la legge prescrive, niente verifica, pagamento immediato con corsia preferenziale. Due binari. Due pesi. Zero equità . E chi controlla? Nessuno….
Come fanno a pensare, coloro che tale sistema hanno determinato, che in queste condizioni e con queste disparità , il carcere possa funzionare? Come fanno a pensare, coloro che tale sistema hanno determinato, che in queste condizioni e con queste disparità , il personale possa amare il proprio lavoro? Come fanno a pensare, coloro che tale sistema hanno determinato, che in queste condizioni e con queste disparità , chi nelle carceri dovrebbe lavorare non preferisca, di gran lunga e alle prime difficoltà , restare a casa? Come fanno a pensare, coloro che tale sistema hanno determinato, che in queste condizioni e con queste disparità , non prevalgono i più furbi e quelli che faranno di tutto per andare a lavorare al Dap o nei Prap? Un fraterno saluto a tutti.
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

