di Leo Beneduci_ Buon 2026 certo, ma in soli sei giorni il pedaggio provveditoriale presenta già il conto: botte, suicidi, fiamme, gas, aggressioni ed eventi critici che arrivano con la puntualità di un calendario già scritto. Una geografia dell’incompetenza che continua a ripetersi negli stessi territori, con la stessa prevedibilità. Le cronache di Udine, Biella, della “Direzione autonoma” di Bologna e poi di Sollicciano, senza dimenticare Marassi e/o Oristano, mostrano un sistema che non esplode per caso, ma per assenze programmate. Suicidi, aggressioni, botte, fiamme, gas e fuliggine non sono eccezioni: sono le giornate nere dell’agenda, mentre l’amministrazione continua a produrre inchiostro affumicato, e a distaccare ulteriore personale al Dap (ruolo d’onore) che chissà dove potranno sedersi negli esigui spazi rimanenti a largo Daga. A Udine, l’ennesimo suicidio ha riacceso tensioni già viste: la prevenzione – che dovrebbe essere garantita dai PRAP con circuiti, risorse e personale – resta un’etichetta senza sostanza. A Biella, gli eventi critici si ripetono in un istituto che il Provveditore non ha saputo valorizzare nonostante il sostegno pluriennale del DAP e non solo. A Bologna, la gestione delle criticità non è né tempestiva né strutturata. A Sollicciano, l’incendio ha imposto evacuazioni in un carcere intasato dal PRAP, che elude le prescrizioni del Tribunale di Sorveglianza, trasformando un cantiere in un contenitore di emergenze. La mappa è sempre la stessa: Piemonte, Triveneto, Toscana, senza tralasciare Sardegna, Calabria e Puglia. Una geografia dell’incompetenza che riproduce se stessa: eventi critici puntuali, assenze amministrative calendarizzate. Non è più negligenza: è un vuoto strutturale che si ripete negli stessi luoghi, con la stessa indifferenza. Le criticità non nascono: vengono lasciate crescere. E quando diventano rivolte, incendi o suicidi, la risposta è sempre la stessa: rimpalli, silenzi, mentre gli istituti affrontano gas, fumo nero e fuliggine. Difficile che la politica in generale e il Governo della Giustizia in particolare lo ammettono, in anche se è altrettanto difficile che, avendo sbagliato i “suggeritori” se ne rendano persino conto. Si coprono con l’alibi che questo è il carcere in Italia ed è così deve andare, non comprendendo che il danno non giustifica più la spesa. A Noi dell’OSAPP, da soli oramai, l’onere della conquista di piccoli spazi di agibilità e diritto, che accumuliamo giorno dopo giorno fino a quando non saranno fatti valere nelle sede opportune nell’interesse dei Colleghi e dei cittadini. Un fraterno abbraccio a tutti._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

