di Leo Beneduci_ Domani alla riunione del Capo DAP con i comandanti di Reparto e i Direttori di divisione, potremmo assistere all’ennesima rappresentazione dell’assurdo: ispettori del Corpo, non appartenenti al ruolo dirigenziale, convocati in qualità di comandanti dei Nuclei interprovinciali. Ma non è una provocazione, è una fotografia. E non è nemmeno nuova: è il lascito della precedente, disastrosa gestione della Direzione generale del personale, quella che ha affidato reggenze e vice comandi agli ispettori, ignorando i ruoli direttivi e le logiche ordinamentali. Per carità, gli Ispettori sono da sempre bravi, capaci e consapevoli, loro si sacrificano se necessario perché è nella loro natura e nel destino del ruolo a cui appartengono, ma i problemi riguardano le responsabilità che vengono assunte senza debita “copertura” e i riconoscimenti che nessuno, poi, gli attribuirà. Toscana e Triveneto insegnano parecchio sulle superficialità in essere. A Prato e Sollicciano, la verticalizzazione affidata agli ispettori è ormai prassi. E mentre si profila un ricorso per mansioni superiori — che potrebbe tradursi in un risarcimento a carico dell’amministrazione — i Provveditori tacciono e si nascondono, O peggio: normalizzano. Il paradosso è doppio. Da un lato si mortifica la progressione professionale e la dignità dei ruoli direttivi, dall’altro si espone l’Erario a un contenzioso evitabile, frutto di scelte improvvisate e silenzi colpevoli. La domanda è conseguente: il Direttore dell’Ufficio provveditoriale, responsabile del contenzioso e del personale, si è attivato per affrontare questa distorsione? O si limita a registrare l’inerzia come prassi, che tanto lo stipendio suo e del Provveditore sono comunque assicurati. Caro De Michele, se domani tra i Comandanti, crema e vanto del Corpo, vedrà qualche ispettore — operativi e presenti sul campo — non si volti dall’altra parte. Guardi oltre. Guardi ai Provveditori, distratti o poco aggiornati dai loro preziosi collaboratori , e chieda conto. Perché il Corpo non può essere governato da eccezioni che diventano regole, né da silenzi che diventano sistema. Nel frattempo, ci perdonino i Colleghi/e per la colpevole assenza, da parte dell’OSAPP, di….peli sulla lingua nella denuncia delle inefficienze. Un abbraccio affettuoso ed intenso a tutti. _ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

