LA VOSTRA VOCE-#Anonimo_ Polizia Penitenziaria tradita, chi difende i difensori?
Ormai da anni abbiamo raggiunto il fondo del barile e Politica, Amministrazione Penitenziaria, PROVVEDITORI E DIRETTORI inclusi, e nessuno escluso, congiuntamente ai loro vassalli, ossia i Dirigenti di Polizia Penitenziaria, non fanno altro che indurci ed imporci di grattare a mani nude un fondo senza fine. Siamo allo stremo, ma forse è più opportuno dire che stiamo “vivendo” una lunga e sofferta agonia che, dal dopo Mastella, inesorabilmente ha demolito la Polizia Penitenziaria! I rischi incommensurabili, provenienti da un’utenza detentiva ormai spregiudicata, perché spalleggiata da una parte della politica eversiva di questo Paese, che, a braccetto con una buona parte della Magistratura, hanno determinato la dissoluzione dell’autorità e dell’autorevolezza che, almeno qualche decennio fa, ancora ci faceva pesare di avere il controllo delle carceri; ma ora è finito tutto. Hanno istituito il Garante dei detenuti che, sprezzante di tutto e tutti, impone regole e delegittima una FF.OO. quale, “pare”, sia ancora la Polizia Penitenziaria, senza che alcun contraddittorio sia stato previsto a difesa di chi opera ogni giorno con chi la società ripudia, rifiuta e confina in galera! Grandi responsabilità sono proprie anche della maggior parte delle OO.SS., che hanno smesso di fare il SINDACATO di lotta ed azione, per limitarsi a scrivere letterine che spesso non ricevono neppure considerazione, risposte! Il dividi et impera di anni di subdolo lavoro dei vertici del DAP e non solo è riuscito nel proprio intento: dissolvere un potere ed una forza che una volta contavano tanto. Stiamo combattendo una guerra silente in tempo di pace, che a nessuno interessa, se non quello di puntare il dito e attribuire responsabilità al malcapitato di turno che, per un pezzo di pane, cerca di far comprendere che esistono leggi e regole che, senza forza, nessuno ascolta. Siamo stanchi di subire ed essere però accusati di essere dei carnefici: droga e telefoni entrano in carcere perché a nessuno interessa realmente il gravissimo problema; diversamente nemmeno l’aria potrebbe passare senza il nostro permesso. Credo che non ci siano più speranze di risollevarci ed ognuno, nel proprio, giustificato, egoismo, pensa: “Io speriamo che me la cavo”, per citare una famosa frase, titolo di un altrettanto famoso libro di qualche anno fa.
Non si manifesta più, non si fanno più azioni forti a tutela del personale, ed io mi chiedo il perché? Questo status quo, prima o poi, farà delle vittime, dei morti, per essere chiaro; ma tanto, per qualcuno, veniamo pagati anche per quello! Potrei continuare a scrivere ancora per ore, ma credo che anche questo sia vano; pur amando il mio lavoro… quello serio… almeno ci provo. Ho preso atto, a mie spese, che nessuno resta impunito facendo confusione tra realtà e fantasia… e la nostra realtà è che noi abbiamo smesso di essere Poliziotti troppi anni fa: ora non basta più fare un mea culpa, indietro non si torna. Si salvi chi può.

