Beneduci, io mi do del tu con la mitraglietta. E mi creda: prenderla dall’armeria è difficile tanto quanto per un agente ottenere un giorno di congedo. Una cosa è prelevare e depositare l’arma d’ordinanza, altra è ricevere quell’arma di reparto che negli ultimi dieci anni ho scelto di portare in spalla, pur di non stare nelle sezioni. Non posso usarla, mi creda. Il DAP mi ha fatto diventare uno spaventapasseri: perché guarda con miopia la CEDU secondo cui l’evasione, la fuga, è resistenza passiva e la vita di chi evade ha un valore superiore rispetto all’obbligo di trattenerlo, fosse anche un criminale che una volta varcato il muro sequestra un automobilista o compie una rapina.
Però la Polizia di frontiera può sparare….. L’obiettivo di chi oggi spara a raffica sul mitra sembra quello di dire che l’agente “ha dato il mitra in mano”. Ma la verità è che il mitra lo ha ricevuto. Ora lui è sotto il fuoco di una stesa mediatica e provveditoriale e gli avranno detto che non ha custodito l’arma. Ma la domanda vera è un’altra: chi ha autorizzato quell’arma? A cosa serviva in quella fiera? Se era carica, è gravissimo: a una fiera non si va armati. Se era scarica, non se ne comprende il senso. Se c’era, è perché qualcuno ha deciso di farla portare al povero agente. O peggio ancora, è stata portata senza che si sapesse. Ecco perché lo “strano clamore” non riguarda tanto il gesto del singolo, ma il sistema che scarica sempre sul più debole responsabilità che nascono altrove. L’agente non ha inventato nulla: ha eseguito, con gli strumenti che gli sono stati dati. Un saluto dalla garitta.

