COMUNICATO STAMPA OSAPP_ Il sottosegretario Delmastro esalta la Polizia Penitenziaria al Salone della Giustizia, mentre l’amministrazione penitenziaria la umilia, poliziotti ammassati nelle caserme-dormitorio._ «Mentre il Sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, con toni trionfali, esalta le assunzioni e i servizi della Polizia Penitenziaria in occasione dei giuramenti dei neo-agenti e nell’ambito del Salone della Giustizia, l’Amministrazione penitenziaria distrettuale – che ha il governo del personale e la responsabilità delle strutture territoriali – si incarica puntualmente di demolire ogni entusiasmo, trasformando l’ingresso nel Corpo in un percorso a ostacoli fatto di umiliazioni e disservizi.» Lo dichiara Leo Beneduci, segretario generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), denunciando ancora una volta le condizioni inaccettabili in cui versano le cosiddette ‘caserme agenti’ nelle carceri. «I giovani neo-poliziotti, motivati e pieni di aspettative, vengono accolti non con dignità, ma con le stesse brande destinate e quindi ‘sottratte’ ai detenuti. con materassi ignifughi di spugna e con i bagni delle caserme fatiscenti e inigienici, privi persino di un bidet, in camere multiple che gridano al sovraffollamento. In una stanza vengono alloggiati quattro e più agenti, con turni di servizio diversi: chi rientra da quello di notte cerca riposo, mentre chi si prepara per quello del mattino accende le luci, si veste, si muove. Le esigenze di uno non corrispondono a quelle dell’altro. Il risultato? Stress, insonnia e frustrazione. Altro che accoglienza: è una prova di resistenza. Per non parlare degli insulti e delle botte che si prendono nelle sezioni detentive divenute ormai una vera e propria babele carceraria.» «Le caserme agenti sono ormai un paradosso – prosegue il leader dell’OSAPP – strutture pensate per garantire prontezza operativa in caso di allarme, ma occupate da dirigenti dei Provveditorati e tecnici amministrativi che nulla hanno a che fare con la sicurezza. In alcune realtà, chi ha più potere può disporre di una camera in caserma riconvertita in foresteria – come se ci fosse sovrabbondanza di spazi – tipo stanza di hotel con tanto di servizio in camera per la pulizia a cura di un detenuto, pagando a volte poche centinaia di euro e, in alcuni casi, facendosi accompagnare con l’auto di servizio da quella che è, a tutti gli effetti, casa propria.» «A seguito di una segnalazione dell’OSAPP, il Dipartimento centrale – il Dap ha avviato un monitoraggio nazionale. Ma i Provveditorati regionali della stessa amministrazione penitenziaria, in evidente conflitto d’interessi, indugiano. Dovrebbero essere sfrattati i dirigenti che occupano foresterie a tempo pieno senza titolo né bando e che poi non corrispondono fondi ad es4mpio per l’acquisto dei materassi, ma si preferisce il silenzio”. «Questa gestione distorta e clientelare delle “caserme agenti” – conclude il sindacalista – non solo mortifica la funzione dei poliziotti in servizio nelle sezioni detentive, ma ne mina la permanenza nel Corpo. L’Amministrazione penitenziaria non offre accoglienza, offre abbandono. E mentre si celebrano i numeri delle assunzioni, si tace su quelli di coloro che invece si dimettono per sfuggire ad un sistema che li tratta come ultimi.»._ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

