di Leo Beneduci_ EMERGENZA CARCERI: CHI È NATO CON LA CAMICIA LASCI IL POSTO E CHI INDOSSA POLO SINTETICA E MAGLIONCINO GRIGIOVERDE. SERVIREBBE CHI CONOSCE LA REALTÀ DELLE SEZIONI. – C’è una differenza abissale tra chi è nato con la camicia e chi ha suda nelle camicie sintetiche a 45 gradi nelle sezioni detentive: i primi partoriscono circolari inconsistenti, i secondi conoscono la realtà. E in tempi di “emergenza carceri” non possiamo affidarci a quelli nati con il colletto inamidato. I direttori penitenziari, provveditori e direttori generali che non hanno mai indossato la polo sintetica del corpo né calpestato un corridoio di sezione non hanno cognizione di quello che succede in carcere. Per questo diciamo basta con l’avvicendamento dei burocrati e dei disquisitori del nulla. È necessario attingere finalmente da personale di grande esperienza, valorizzando quello che ha sperimentato la polo sintetica della Polizia Penitenziaria e anche e se fosse il maglione a collo alto grigioverde degli agenti di custodia. Nel curriculum di chi deve governare questa emergenza basta l’esperienza di aver indossato quell’uniforme, di aver respirato l’aria di quelle sezioni, di aver sentito sulla pelle il peso della responsabilità quotidiana. Il problema concreto lo vediamo proprio con le uniformi. Mentre per i detenuti scatta immediatamente la procedura dell’emergenza caldo con distribuzione di acqua fresca e ventilatori nelle celle, per i poliziotti che lavorano nelle sezioni detentive il DAP dimentica completamente gli obblighi datoriali. Le magliettine sintetiche sulle quali non è possibile nemmeno poggiare il ferro da stiro perché si ritraggono come la pellicola trasparente sul fuoco si trasformano in una cartina geografica quando i detenuti lanciano olio bollente, plastica incandescente o zucchero fuso: le fibre si contraggono e si incollano alla pelle creando ustioni ancora più gravi. Ma senza scomodare queste pratiche medievali, ricordiamo al veterano vertice del terzo piano che il microclima è un fattore di rischio disciplinato dalla legge sulla sicurezza sul lavoro (da tali superburocrati ignorata da sempre). Quando fa troppo caldo le uniformi sintetiche diventano pericolose e devono essere sostituite con indumenti traspiranti. La legge è chiara: la temperatura nei luoghi di lavoro deve essere sopportabile per chi ci lavora, con ventilazione, protezioni e soprattutto abbigliamento adeguato. La questione riguarda la completa elusione da parte del DAP delle condizioni in cui è costretto a prestare servizio il personale di polizia nelle sezioni detentive. Mentre si preoccupano solo ed esclusivamente del benessere dei detenuti nelle giornate torride, dimenticano completamente chi deve garantire la loro sicurezza indossando uniformi inadeguate in ambienti che spesso superano i 45 gradi. La soluzione sarebbe semplice, ma chi ha scelto il vestiario lo ha fatto con scarso interesse – perché lui non ha mai indossato né mai indosserà l’uniforme. Chi ha sudato nella polo e durante le emergenze invernali nel maglioncino grigioverde e poi in quello blu sa che quando la temperatura sale ogni fibra sintetica diventa una trappola termica. Chi è nato con la camicia non lo capirà mai. Cari direttori datori di lavoro, quando avete fatto l’ultima valutazione dei rischi legati al caldo per il vostro personale? Quando avete verificato se le uniformi che fate indossare rispettano le norme di sicurezza quando ci sono 45 gradi? Oppure continuiamo con la solita ipocrisia dei Provveditori: acqua fresca e ventilatori per chi sta in cella, forni a microonde ambulanti per chi deve garantire che tutto funzioni. È ora di affidare la gestione dell’emergenza a chi la conosce davvero, ovvero a chi ha vissuto sulla propria pelle quello che significa lavorare in carcere e con i pochi mezzi-risorse che il pressapochismo e l’indifferenza del Dap ha affidato alla Polizia Penitenziaria, ha comunque disposto per la tutela delle donne e degli uomini del Corpo e per gli interessi dell’Istituzione.
Fraterni Saluti a tutti.
Leo Beneduci – Segretario Generale OSAPP
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

