“Hanno solo cambiato le lettere dell’alfabeto, ma il manicomio giudiziario è sempre lì,” è quanto si legge in un comunicato a firma di Leo Beneduci – segretario generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) che indica: “gli OPG – Ospedali Psichiatrici Giudiziari – non sono mai stati chiusi, hanno solo traslocato nelle sezioni delle carceri e cambiato nome in ATSM – Articolazioni Territoriali per la Salute Mentale. È la stessa storia del netturbino diventato operatore ecologico: il gioco linguistico sembrerebbe perfetto, Ospedale è diventato Articolazione, Psichiatrico si è trasformato in Salute Mentale, Giudiziario è stato addolcito in Territoriale. “Ma dietro questi eufemismi burocratici si nasconde la stessa drammatica realtà – prosegue il sindacalista – Qualche politico si affacciasse finalmente a Firenze- Sollicciano, piuttosto che a Roma-Rebibbia o a Napoli-Secondigliano ed anche Torino L.C. per visitarli e rendersene conto.” “La cosa più grave è che adesso abbiamo davvero resuscitato i vecchi manicomi criminali all’interno delle carceri – afferma il leader dell’OSAPP – perché almeno gli OPG erano diretti da un medico, oggi invece abbiamo sezioni psichiatriche gestite come normali reparti penitenziari. Un passo indietro di decenni in termini di cura e di umanità”. Le ATSM continuano a svolgere gli accertamenti sui detenuti ai sensi degli articoli 111 e 112 del DPR 230/2000 su disposizione dell’autorità giudiziaria, esattamente come facevano gli OPG. “Stesse funzioni, stesso personale di Polizia penitenziaria (ma, rispetto al passato, per nulla professionalizzato verso tali patologie) e stesse strutture fatiscenti, ma con un acronimo di facciata assai più rassicurante per l’opinione pubblica.” “Le REMS – Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza – sono pressoché inesistenti sul territorio con non oltre 700 posti disponibili in ambito nazionale, così che il disagio psichico grave debba essere riversato nelle discariche pubbliche delle emergenze della società quali sono diventate le carceri, in cui sono state appositamente istituite le ATSM che però nessuno nomina mai, perché ammettere la loro esistenza e il conseguente degrado significherebbe confessare il fallimento della riforma del 2014.” “È una schizofrenia istituzionale degna di essere ricompresa nel DSM-5 – Manuale Diagnostico e Statistico dei Disordini Mentali – attualmente in uso.” afferma ancora Beneduci. “Cambiano continuamente acronimo sperando di mutare la sostanza, ma la malattia mentale dei detenuti viene gestita con criteri carcerari anziché sanitari e qualunque nome gli si voglia dare i poliziotti penitenziari si beccano feci, fiamme, sputi e aggressioni.” “Basta con questa farsa degli acronimi salvifici. Chi lavora sul campo sa che nulla è cambiato: hanno solo addolcito le sigle ma il risultato è stato solo accentuare l’invivibilità delle carceri.” Conclude Beneduci: “Il Ministro Nordio si facesse carico anche di questo gravissimo tema, invece di limitarsi ai luoghi comuni del sovraffollamento e dei suicidi che benché reali, purtroppo, sono solo una parte degli irrisolti e gravissimi problemi nel generale disastro penitenziario”.
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

