Il Segretario Generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci, esprime forte preoccupazione per quanto accaduto sabato 5 luglio presso il carcere della Dogaia di Prato, dove una decina di detenuti ha dato vita ad una violenta rivolta nella sezione di Media Sicurezza. “È necessario fare piena luce sulle responsabilità d’apparato relative ai trasferimenti scriteriati di detenuti che il Provveditorato della Toscana e Umbria dispone quando si verificano episodi di disordine”, dichiara il leader dell‘OSAPP. “Secondo le nostre informazioni, tra i protagonisti della protesta alla Dogaia vi sarebbe un detenuto che pochi giorni prima aveva creato disordini in un’altra struttura penitenziaria, da cui il Provveditorato regionale lo ha allontanato per motivi di ordine e sicurezza, con ciò solo trasferendo altrove l’identico problema.” Altrettanto sarebbe in precedenza accaduto per le carceri di Terni, Perugia e Firenze-Sollicciano – questo Gioco dell’Oca non può continuare. Occorrono sezioni specializzate per l’attuazione dell’art.14 bis O.P. di fatto inapplicabile per carenza di strutture. Il carcere non si gestisce con carte e provvedimenti palesemente irrealizzabili. La dinamica degli eventi di sabato scorso nel carcere di Prato è stata particolarmente grave: i detenuti hanno utilizzato brande come arieti per sfondare i cancelli di sbarramento, barricandosi successivamente nella sezione per impedire l’ingresso degli Agenti. Gli arredi sono stati distrutti, i blindati resi inutilizzabili e le suppellettili scagliate contro i muri, causando ingenti danni al penitenziario. La superficialità con cui si dispongono i trasferimenti è pericolosa per il sistema e gravida di costi per l’erario. “La Polizia Penitenziaria è vittima di un apparato approssimativo e inefficiente”, sottolinea il sindacalista. “È stato necessario richiamare in servizio il Personale a riposo e far intervenire i reparti specializzati contro le rivolte provenienti anche da altri istituti per riportare l’ordine.” Tutto questo per la scriteriata gestione del distretto in cui il Provveditore, per converso, ha il pugno duro con il Personale che lavora nelle trincee delle sezioni detentive. Il Personale, oltre al danno di queste movimentazioni che portano ai disordini, ha anche la beffa dei continui procedimenti disciplinari. “La cronaca giudiziaria riporta l’effetto delle rivolte, ma gli organi giurisdizionali e di controllo, oltre al DAP (Dipartimento Amministrazione Penitenziaria) dovrebbero indagare anche sulle cause di certi eventi, ovvero su quelle che sono le ‘colpe d’apparato” dichiara Beneduci. L’OSAPP ritiene indispensabile che si intervenga a 360 gradi e che si approfondiscano le modalità gestionali da parte dei Provveditori regionali avvicendatisi negli ultimi anni a Firenze e che avrebbero avuto precisi obblighi nel governo del personale anche per la struttura di Prato. “I nostri Poliziotti dimostrano quotidianamente grande spirito di sacrificio, orgoglio e coraggio nel gestire situazioni di estremo rischio per la loro incolumità”, conclude il Segretario Generale. “Non possono però essere lasciati soli ad affrontare le conseguenze di decisioni gestionali inadeguate che mettono a repentaglio la sicurezza di tutti, cittadini compresi.”
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

