21 Giugno 2021

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Commissione carceri: ‘Necessaria una struttura femminile’

Le condizioni di detenzione in Ticino sono soddisfacenti, ma restano i problemi riguardanti l’incarcerazione femminile, come pure i lavori necessari alla Stampa, che ospita anche persone per una durata maggiore rispetto al suo mandato. È quello che si evince dal rapporto d’attività della Commissione di sorveglianza sulle condizioni di detenzione per il periodo da maggio 2020 a maggio 2021. Il rapporto verrà discusso nella prossima seduta del Gran Consiglio, che si aprirà lunedì 21 giugno.

Il carcere giudiziario La Farera ospita spesso persone in situazione di prolungata detenzione: “È evidente che questa struttura non è adatta per detenzioni di lunga durata», si legge nel documento della Commissione presieduta da Fabio Schnellmann (Plr). I casi di prolungata incarcerazione dipendono, viene spiegato, da inchieste complesse e da carcerazioni amministrative di persone in attesa di espulsione. Un altro motivo è il sovraffollamento della Stampa. Quest’ultima necessita di lavori di sistemazione: “La Commissione comprende molto bene la particolare e difficile situazione finanziaria che sta attraversando anche il Cantone, ma procrastinando continuamente questi interventi altro non si fa che aggravare la già critica situazione del penitenziario”. Per questo motivo viene auspicato che il Consiglio di Stato licenzi al più presto uno specifico messaggio.

Altro punto critico è la detenzione delle donne. Alcune, anche in esecuzione di pena, si trovano presso la Farera, con limitazioni maggiori rispetto a quelle di cui avrebbero diritto. “Pur apprezzando l’impegno della direzione e di tutti gli operatori di dare alle donne incarcerate alla Farera le medesime opportunità che avrebbero in una struttura d’esecuzione di pena (ore d’aria, visite, telefonate), si ritiene che sia comunque penalizzante per le donne non poter beneficiare di un’adeguata struttura a esse esclusivamente riservata”. La Commissione evidenzia inoltre che le pene di lunga durata vengono quasi sempre scontate nelle carceri d’Oltralpe, con tutte le difficoltà relative alla lingua e alla lontananza dagli affetti: «A tal proposito sono stati presentati più atti parlamentari, ma pare di intuire che la soluzione non sembra ora rientrare tra le priorità del Consiglio di Stato. Anche la paventata realizzazione di un carcere femminile a Taverne–Torricella pare non più attuabile”.

Riguardo alla situazione pandemia si ritiene che essa sia stata, e sia tuttora, “gestita in modo professionale da parte della direzione delle Strutture carcerarie cantonali (Scc), come pure da parte dei collaboratori del penitenziario e dei suoi ospiti”. La Commissione ha potuto visitare una cinquantina di detenuti e prevenuti, a seguito di puntuali richieste ricevute dai diretti interessati. Inoltre sono state effettuate visite a campione.

 

 

 

Fonte: laregione.ch

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