COMUNICATO STAMPA_ “Le dichiarazioni dell’associazione Antigone sulle condanne per le presunte violenze nel carcere di Firenze – presentate come una conferma della necessità di contestare il reato di tortura e accompagnate dall’invito al Ministero a costituirsi parte civile – dimostrano quanto sia semplice intervenire sul carcere senza conoscerne la realtà delle condizioni e quanto sia pericoloso farlo dimenticando che la presunzione d’innocenza vale per tutti i cittadini, anche per gli agenti della Polizia Penitenziaria” ad affermarlo in nota è Leo Beneduci segretario generale dell’OSAPP. “Il Presidente di Antigone Patrizio Gonnella dovrebbe sapere che i poliziotti penitenziari operano senza squadre interne di pronto intervento, come invece prevedono le regole penitenziarie europee – prosegue il sindacalista – . una carenza che non dipende dal Corpo, ma da un’amministrazione che per decenni è rimasta in mano a dirigenti amministrativi lontani dalla ‘trincea’ delle sezioni detentive e dalle dinamiche reali delle carceri”. “Sul piano processuale, la Corte d’Appello di Firenze ha ribaltato la sentenza di primo grado: un fatto che impone prudenza, non propaganda, e che dovrebbe suggerire maggiore cautela a chi commenta procedimenti ancora in corso. Gli agenti coinvolti erano sospesi da tempo da tempo e del tutto impediti a svolgere qualsiasi funzione, mentre ogni giorno decine di operatori penitenziari, soprattutto se di polizia, vengono mandati in ospedale, perché aggrediti dai detenuti, nel più generale silenzio.” Prima di trasformare un procedimento non definitivo in un’occasione di linciaggio pubblico – indica il leader dell’OSAPP – Antigone dovrebbe ricordare che i diritti non sono selettivi e che il killeraggio mediatico non sostituisce la giustizia. La Polizia Penitenziaria è l’unica forza dello Stato senza comandi regionali, senza un Vice Capo della Polizia Penitenziaria, senza una catena di comando autonoma, costretta a ricevere direttive operative da chi non conosce la gestione del conflitto e non vive la realtà quotidiana degli istituti e non appartiene ad alcun corpo di polizia dello Stato.” “Servono squadre di intervento locale e strutture di comando adeguate – conclude Beneduci – e soprattutto dopo 35 anni occorre una nuova riforma che restituisca alla Polizia Penitenziaria la capacità operativa prevista dalle norme europee e mai realizzata. L’appello che OSAPP rivolge al Ministro Nordio, al Sottosegretario delegato Delmastro e al Capo del DAP De Michele è che prima di giudicare gli agenti, si intervenga finalmente sulle condizioni in cui sono costretti ad operare e sull’inadeguatezza dei vertici amministrativi che da anni impediscono al Corpo di funzionare come una vera forza di polizia e come la legge, invece, stabilisce tassativamente.”_ Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”. Interviste con il Segretario Generale OSAPP Leo Beneduci, disponibili previa richiesta, scrivere a osappoggi@gmail.com .
OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria
Ufficio Stampa OSAPP

