COMUNICATO STAMPA OSAPP_ In nota odierna il Segretario Generale dell’OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) Leo Beneduci, ribadisce che: “nella Polizia Penitenziaria servono con la massima urgenza almeno 7.000 unità in più per pensionamenti, burnout, aggressioni e nuovi posti detentivi.” “È paradossale e vergognoso – denuncia il sindacalista – che mentre il Governo e il Commissario Straordinario stanziano oltre 45 milioni di euro per nuovi padiglioni modulari nelle carceri, chi opera quotidianamente a contatto con i peggiori criminali continui a lavorare in condizioni da inizio ‘900, senza tecnologia né innovazione”. “Oggi, gli Agenti di Polizia Penitenziaria sono ancora costretti ad effettuare il conteggio dei detenuti presenti nelle celle con carta e matita, a verificare l’integrità delle inferriate battendole con aste di ferro, a portarsi dietro pesanti mazzi di chiavi per aprire e chiudere cancelli. Addirittura In molte sedi penitenziarie mancano telefoni cordless e sistemi di allarme individuali per segnalare le continue emergenze: una realtà medievale indegna di un Paese civilizzato”. Il leader dell’OSAPP evidenzia la vera emergenza: “Ai nuovi padiglioni dovrebbero corrispondere assunzioni aggiuntive immediate di Polizia Penitenziaria. Ma per acquisire nuovi agenti occorre iniziare ad agire almeno 36 mesi prima, tra rilevazione delle carenze e delle necessità, autorizzazioni, concorsi e formazione. È necessario incrementare e velocizzare drasticamente queste procedure, perché le assunzioni servono non solo per sostituire i pensionamenti, ma anche per coprire le assenze che il carcere determina ogni giorno, per infortuni fisici e psicologici causati dalle continue aggressioni, oltre che per compensare le necessità legate all’aumento dei posti detentivi. “Si parla, infatti, di creare 10-15.000 posti detentivi aggiuntivi, ma senza almeno 7.000 unità in più di personale, questa operazione appare più un business economico che una vera soluzione al dissesto organizzativo-funzionale del sistema penitenziario italiano. “Invece di investire solo in cemento – incalza il Segretario Generale dell’OSAPP – costruissero ospedali specializzati per gli agenti aggrediti e potenziassero urgentemente le commissioni mediche ospedaliere, oggi drammaticamente insufficienti, per curare burnout e patologie psichiche. Le poche commissioni esistenti non riescono a fronteggiare l’emergenza sanitaria nel personale penitenziario”. “In queste condizioni – conclude Beneduci – il rischio concreto è che le carceri diventino territori completamente auto-gestiti dai detenuti, con dominio di droghe, telefonini, patologie psichiatriche e associazioni criminali. Invece di illudersi di risolvere i problemi delle carceri mediante strutture prefabbricate, sarebbero indispensabili risorse umane aggiuntive, tecnologia moderna, commissioni mediche adeguate e innovazioni normative rispetto ai reati commessi in carcere e che assai spesso restano impuniti, per chi ogni giorno garantisce legalità nelle prigioni italiane, pagandone un prezzo altissimo in salute fisica e mentale”. – Nota per le redazioni_ Si autorizza la libera riproduzione del presente comunicato citando la fonte “OSAPP – Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria”.
Ufficio Stampa OSAPP

