Sembrerà strano, ma anche a Giarre c’è un istituto penitenziario. Istituto che, fino a qualche anno fa, era un gioiellino: era un ICATT, con corsi di ceramica, pittura e una serra che sfornava prodotti. Oggi possiamo dire che non è nemmeno un carcere, perché, in un carcere, la cosa principale che non “dovrebbe” mancare è la sicurezza; beh, qui non sappiamo nemmeno dove sia di casa. Su una pianta organica di 35 unità: attualmente da togliere 3 in CMO, 2 pensionati mai sostituiti, 2 in congedo prepensionamento, 2 diventati sovrintendenti e mai rimpiazzati; continuiamo a togliere i sottufficiali, le donne in esubero (abbiamo 8 donne, 5 in esubero), le cariche fisse; gli addetti al servizio a turno sono 14. Questi 14 devono alternarsi alle sezioni detentive, fare le sorveglianze a vista (da luglio abbiamo 2 sorveglianze a vista), dare un’occhiata al passeggio (da tempi lunghi non c’è un addetto al passeggio), vedere se in cucina è tutto a posto (perché non c’è un addetto alla cucina, ma un monitor in 2ª porta che inquadra la cucina e la sala polivalente); se c’è un detenuto lavorante esterno da perquisire o un nuovo giunto, ci pensa sempre l’addetto alla sezione, che qua si chiama ADDETTO AL NUCLEO OPERATIVO, certo... Facciamo tutto noi, ci manca solo una scopa nel deretano e risolviamo anche il problema pulizie. Ufficio comando perennemente chiuso perché le addette sono 2 donne con prole, quindi fruiscono spesso dei diritti previsti dal T.U. Genitorialità; la matricola composta da 3 addetti, di cui 2 entrati ma senza fare affiancamento, e 1 che si è ritrovato “esperto”, dopo che i 2 precedenti addetti sono caduti “in tentazione giudiziaria”; questa stessa perennemente chiusa perché: manca un autista, manca la 2ª porta, fai la perquisizione; in 2ª porta c’è la donna quindi ti tocca fare la terapia. I sovrintendenti stanno alle 2 portinerie e poi presenziano alla conta e alla battitura. Poi, dulcis in fundo, un comandante, a 2 anni dalla pensione, che non ha mai fatto il comandante di reparto (ma tanti anni da ispettore, a onor del vero), viene mandata qui a comandare, con continui cali pressori, svenimenti e crisi isteriche! Il direttore, titolare a Giarre e reggente a Caltagirone, forse ha qualche problema con qualche dirigente al PRAP, visto che tutti i trasferiti per ordine e sicurezza da Caltagirone vengono puntualmente trasferiti a Giarre (li rimpallano sempre allo stesso direttore), con la differenza che a Caltagirone un po’ di personale per gestire certe situazioni c’è… Qui non si fanno nemmeno le perquisizioni. Quando, di sera, montano 2 donne e 2 uomini o, di notte, 1 donna e 2 uomini, devi solo affidarti allo Spirito Santo. VI PREGHIAMO, se non ci credete, venite qua a vedere con mano, chiedete i brogliacci, scrivete alla Direzione o ai vertici. DATECI VOCE. Scrivete ai giornali. Fate qualcosa per questo carcere o, altrimenti, FATELO CHIUDERE. Va bene venire a lavorare, ma non a queste condizioni. SCRIVETE AI GIORNALI. Noi, purtroppo, non possiamo. Grazie.
Un paio di “guardie”

