Prevenire le torture nelle carceri ... con gli amici dei terroristi degli anni di piombo
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Prevenire le torture nelle carceri ... con gli amici dei terroristi degli anni di piombo  

Autore: Leo Beneduci
18/03/2019


Nel dicembre 2019 scadrà il mandato dell’attuale componente italiano del CPT, il “Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti”. Il bando per la presentazione delle domande è scaduto lo scorso 10 febbraio.

Tra coloro i quali si sono auto-candidati, il Comitato dei Ministri (l’organo decisionale del Consiglio d’Europa) sceglierà per l’Italia il membro italiano che rimarrà in carica per un periodo di quattro anni. Ciascuno Stato contraente infatti, ha diritto ad un membro del CPT scelto tra persone con competenze in svariate aree professionali: giuristi, medici e specialisti in questioni penitenziarie o di polizia.

Il CPT prevede un sistema di visite nei luoghi di detenzione, per verificare le condizioni di trattamento delle persone private della libertà. Ha la facoltà di visitare carceri, centri di detenzione minorile, commissariati di polizia, centri di ritenzione per immigrati irregolari, istituti psichiatrici, strutture e istituzioni di ricovero a carattere sociale, ecc.

Nel corso delle visite le delegazioni del CPT si valgono del diritto di accesso illimitato ai luoghi di detenzione, all’interno dei quali possono spostarsi con assoluta libertà. Possono intrattenersi senza testimoni con le persone private della libertà e comunicare liberamente con chiunque possa essere in grado di fornire informazioni pertinenti.

L’attuale membro italiano nel CPT è Elisabetta Zamparutti, che tra l’altro è anche Tesoriere dell’associazione “Nessuno Tocchi Caino”, presieduta dalla Radicale Rita Bernardini, il cui Segretario è il compagno (della Zamparutti) Sergio D’Elia, anch’egli Radicale ed ex “dirigente” del gruppo extraparlamentare di estrema sinistra Prima Linea, un'organizzazione terroristica, durante gli anni di piombo.

Sergio D’Elia ha scontato anche dodici anni di carcere per banda armata e concorso morale in omicidio volontario, al termine dei quali però, nel 2000, è stato “riabilitato” secondo quanto previsto dall’art. 178 del c.p. che consente di ottenere l'estinzione degli effetti penali della condanna, e delle pene accessorie. La riabilitazione gli ha consentito di essere eletto alla Camera dei Deputati nelle elezioni politiche di aprile 2006, per la Rosa nel Pugno ed è in seguito stato nominato segretario alla Presidenza della Camera. Quella nomina, suscitò accese proteste da parte dei familiari dell'agente Fausto Dionisi (Agente della Polizia di Stato ucciso durante un fallito tentativo di alcuni militanti di Prima Linea, che volevano far evadere alcuni detenuti dal carcere delle Murate di Firenze), sia da parte di alcuni sindacati delle forze di pubblica sicurezza e rappresentanti di vittime del terrorismo, ma venne difesa dall’avvocato Emilia Rossi, attuale membro del collegio del “Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale” presieduto da Mauro Palma (ex consulente del Ministro Orlando ed ex Presidente dell’associazione Antigone) e moglie dell’esponente Radicale Marco Taradash.

Non solo, si da il caso che tra gli organi dirigenti dell’associazione Nessuno Tocchi Caino di cui Elisabetta Zamparutti (attuale membro italiano per il CPT e candidata per il secondo mandato) è tesoriere, figurino anche persone come Maria Brucale (ex collegio difensivo di Bernardo Provenzano), Ambrogio Crespi (condannato a 12 anni in primo grado per la vicenda dei voti comprati dalla ‘ndrangheta lombarda nelle elezioni regionali del 2012), Ornella Favero (coordinatrice anche di “Ristretti Orizzonti” del carcere di Padova), Francesca Mambro (terrorista italiana ed esponente di spicco del gruppo eversivo d'ispirazione neofascista Nuclei Armati Rivoluzionari, condannata complessivamente a nove ergastoli), Sergio Segio (principale dirigente e "comandante militare" di Prima Linea ed 'esecutore materiale dell'omicidio del magistrato Emilio Alessandrini).

Ricordiamo anche la vicenda del Congresso del partito Radicale, svoltosi nel carcere di Roma Rebibbia in occasione del quale, l’associazione Nessuno Tocchi Caino chiese all’allora Capo DAP Santi Consolo di spostare una quarantina di ergastolani dal carcere di Opera a quello di Roma, in quanto iscritti al partito e desiderosi di partecipare ai lavori congressuali. Richiesta autorizzata dal Capo DAP e poi successivamente negata dall'allora Ministro Andrea Orlando.

Questi i fatti e gli antefatti.

Si auspica un intervento da parte del Ministro di Grazia e Giustizia e di tutti quanti, ciascuno per quanto di ragione, abbiano competenza, affinché lo Stato Italiano sia dotato di un rappresentato qualificato e rappresentativo dei valori fondanti la nostra Costituzione.

Salvini con chi la vuole combattere la mafia? Con l’amica degli ex terroristi degli anni di piombo?



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