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OsappOggi, Perché?  

Autore: Leo Beneduci
22/06/2018


Oddio un altro sito dell’O.S.A.P.P. ma a che serve?

No, ma non è O.S.A.P.P.! Cioè Si, lo è, anche e nella misura in cui Leo Beneduci è il segretario generale dell’O.S.A.P.P. e le posizioni, le idee, le riflessioni che vogliono esprimersi vivono, si “agitano”, all’interno del mondo sindacale della Polizia Penitenziaria (e dell’O.S.A.P.P.), ma non è solo questo.
Il Sindacato infatti è, e soprattutto può essere, tante cose, anche se un sindacato di Polizia è e può fare molto di meno rispetto a quanto sono e possono i sindacati “generalisti” o di altri settori pubblici e privati.

Ma il Sindacato agisce mediante schemi, prefiggendosi obiettivi che sono solo una parte del tutto, perché il sindacato è lo strumento (o almeno dovrebbe esserlo) per il raggiungimento di una serie di scopi riguardanti la condizione lavorativa degli associati al fine di condurne sostanziali miglioramenti, economici in primo luogo e poi giuridici, di status, organizzativi etc. etc., (che ne rappresentano il fine massimo e GUAI a confondere lo strumento con il fine, come pure è avvenuto anche nella Polizia Penitenziaria).

L’esercizio dello strumento sindacale è, quindi, proprio di ben definite occasioni legate ad incontri, trattative confronti, dibattiti, audizioni, assemblee, per la maggior parte codificate nelle leggi, nei regolamenti e nelle norme pattizie.

Ma per tutto il resto? Per ciò che vive, e “cova” sotto la cenere del vulcano che sono le nostre vite e che pure investe il nostro lavoro con le nostre aspirazioni, nella sfera delle nostre speranze e delle nostre delusioni, per la continua battaglia verso la realizzazione di un ideale di serenità personale e di rapporto negli ambienti che frequentiamo e che pure non riguardando direttamente il nostro privato, alla fine lo influenzano, e come?

Perché non riuscire ad esprimerlo anche per quei valori e per quelle immagini che possono essere di comune condivisione, per crescere/conoscere ancora di più senza doverci attenere solo ai rigidi schemi della comunicazione sindacale?

Volete un esempio?

Il Ministro Alfonso Bonafede ha proposto quale Capo del Dap (in attesa del N.O. del CSM) il dott. Francesco BASENTINI, classe ’67, Procuratore Aggiunto a Potenza, impegnato in alcune tra le più scottanti inchieste in Basilicata quali quella legata agli scarti e alle emissioni nell’estrazione di petrolio nella regione e quella dei rimborsi spese di alcuni amministratori locali. Dalle notizie apprese si tratta di una figura apprezzata nell’ambiente della magistratura anche se non collocabile in particolari filoni o “correnti” della stessa.

Lo scorso 21 giugno, cioè ieri, abbiamo appreso dalle pagine di Atimafia2000 che secondo indiscrezioni per le voci che si erano diffuse a fine maggio, nelle scorse settimane alcuni detenuti mafiosi sottoposti al regime del 41bis o.p. avrebbero manifestato la propria preoccupazione rispetto alla possibile nomina a Capo del Dap del sostituto Procuratore Nazionale Antimafia Nino DI MATTEO: “se viene questo DI MATTEO siamo consumati, per noi è finita…”.

Una possibile delusione la mancata nomina a Capo del Dap di un magistrato, non conosciuto e non palesemente antimafia come Nino DI MATTEO? Quei mafiosi del 41bis canteranno vittoria?

Sicuramente NO (non conosco né BASENTINI né DI MATTEO) e se dovessi parlare solo come sindacalista direi che nutro, al momento, assoluta fiducia per quanto di buono e soprattutto di utile faranno per la Polizia Penitenziaria il Ministro BONAFEDE e il Capo del Dap BASENTINI.

Ma attraverso queste pagine posso aggiungere, con sincerità, che un po’ di amaro in bocca mi è rimasto che spero che il tempo possa “addolcire”.

Ecco, questo per il momento è tutto.



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