Lo strano caso del sito web del carcere di Bollate realizzato e appaltato a societÓ esterne
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Lo strano caso del sito web del carcere di Bollate realizzato e appaltato a societÓ esterne  

Autore: Informatico Informato
03/12/2018


Esiste una realtà in Italia, il carcere di Milano Bollate, all’avanguardia della tecnica del reinserimento dei detenuti nella società: o almeno così potete leggere in qualunque comunicato ufficiale del DAP o dei tanti che ne parlano in maniera entusiastica quando gli fa comodo parlare bene delle carceri italiane.

E’ talmente unico nel suo genere, che il carcere di Bollate ha anche un suo sito web, che di recente ha anche pubblicato la sua nuova versione: www.carceredibollate.it

Logo Carcere di Milano Bollate

In realtà, esiste anche un altro carcere italiano che ha il suo sito web, quello di Torino (carceretorino.it), ma, mentre il sito web del carcere di Torino è sostanzialmente riconducibile alla Direzione del carcere in quanto alla voce “Organizzazione” dell’ente di registrazione dei siti web italiani (www.nic.it), risulta “Casa Circondariale Lorusso e Cutugno Torino”, il carcere di Bollate alla voce “Organizzazione” riporta “Rossano Perra”, evidentemente un privato cittadino in quanto non sembra esserci mai stato un Rossano Perra, direttore di quel carcere o che abbia rivestito qualunque carica nell’amministrazione penitenziaria.

Le differenze ci sono anche alla voce “Contatto amministrativo: il sito del carcere di Torino riporta il nome di “Pietro Buffa”, l’ex direttore del carcere ed ora Direttore generale del personale del DAP, mentre il sito web di Bollate riporta sempre tale “Rossano Perra”, probabilmente lo stesso Rossano della IRIDEOS S.p.a. (www.kqi.it).

Non è la sola anomalia …

Il sito web del carcere di Bollate è finanziato e curato da Rerum, Rete Europea delle Risorse Umane (Rerum.eu), un’Associazione ha come scopo la promozione di quelle attività che possono favorire la formazione globale della persona e da Idea Web s.r.l. (www.idea-web.org) una società privata che realizza siti web.

Logo Rerum

Andando a sbirciare dentro il sito web di Rerum (realizzato da Idea Web), si può andare a leggere l’elenco dei nomi del loro Comitato Scientifico:

Angelo Vincenzo ZANI - Segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica della Santa Sede
Dario Edoardo VIGANO’ - Prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede
Francesco SODDU - Direttore Caritas Italiana
Gianni DE ROBERTIS - Direttore Generale Fondazione Migrantes
Renzo TATINI - Imprenditore
Eugenio CAPPUCCIO - Regista
Marco AQUINI - Docente di Cooperazione Internazionale per lo Sviluppo – Pontificia Università “Angelicum”
Giovanni MOMIGLI - Fondatore Centro Spazio Reale, Direttore Ufficio Pastorale Sociale, Lavoro Diocesi di Firenze
Piero CODA - Preside Istituto Universitario Sophia
Gian Carlo PEREGO - Arcivescovo Diocesi di Ferrara-Comacchio
Susanna PETRUNI - Giornalista, Vice Direttrice Rai Parlamento
Gennaro TESTA - Docente di Antropologia e Sociologia dello Sport – Università degli Studi di Firenze
Mario DAL BELLO - Scrittore, giornalista, critico d’arte

Appare evidente come nessuna di queste persone (che abbiamo citato quali unici nominativi ricavabili dal sito web della Rerum), abbiano avuto o abbiano a che fare conl’Amministrazione penitenziaria (a quanto ci è dato sapere).

Come mai allora, l’unico sito web di carcere in Italia gestito da associazioni e società esterne, possa puubblicare notizie ed eventi a nome del Governo italiano, con tanto di logo della Repubblica Italiana?

Sarebbe interesante conoscere la genesi delle autorizzazioni ricevute dai gestori del sito web del carcere per agire per conto dello Stato e se il Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e il suo Sottosegretario con delega al trattamento dei detenuti Vittorio Ferraresi ne siano al corrente. Così come sarebbe interessante conoscere l’opinione del Capo DAP Francesco Basentini

Sarebbe anche interessante comprendere quale sia (sempre che ci sia) la strategia comunicativa del Ministero/DAP che ha voluto pubblicare siti web per solo due delle oltre duecento carceri in Italia (compresi i minorili). Bisognerebbe chiedersi: è inopportuno comunicare e pubblicizzare le attività delle altre Case Circondariali e di Reclusione, oppure chi si sveglia prima la mattina, meglio alloggia?

Nel frattempo, continuiamo a leggere le tante iniziative encomiabili che si svolgono nel carcere di Bollate, la cui diffusione è gestita da associazioni e società esterne con collegamenti vari con tante altre realtà non meglio specificate.



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