Detenuti che lavorano gratis per la collettivitą: sembra proprio che sia un successo
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Detenuti che lavorano gratis per la collettivitą: sembra proprio che sia un successo  

Autore: Osservatore dipartimentale
04/01/2019


Bassa pericolosità e con pene residue minime da scontare. E’ questo il profiling del detenuto-tipo che il protocollo tra DAP e Comune di Roma ha individuato per consentirgli di dare un aiuto alla città: gratuitamente.

L’esperienza ormai è collaudata ed è iniziata lo scorso anno con l’impiego di numerosi detenuti per lo sfalcio di ampie zone verdi della capitale. Una task force della Polizia Penitenziaria preleva di primo mattino le persone selezionate dal carcere di Rebibbia “Raffaele Cinotti” e li accompagna sul luogo di lavoro, cioè le tante aree verdi dei Municipi che Roma Capitale ha segnalato come quelle che hanno più bisogno di interventi urgenti di manutenzione.

Ad accoglierli ci sono dipendenti e funzionari del Municipio prescelto che forniscono i materiali da lavoro: motoseghe, scope, sacchi etc. e che già nelle settimane precedenti avevano formato i detenuti sulla cura dei parchi. Svolgono il lavoro che c’è da svolgere, pranzo al sacco (ma è in corso la stipula con una convenzione con la Caritas) e il pomeriggio vengono riaccompagnati a Rebibbia e il personale di Polizia Penitenziaria fa ritorno in sede.

Si va dalla potatura degli arbusti, la pulizia dalle immondizie, il taglio delle piante che hanno invaso i sentieri pedonali. I cittadini che hanno visto all’opera i detenuti, sorvegliati a vista dalla Polizia Penitenziaria, sono rimasti entusiasti, sopratutto quelli che si sono visti restituire interi parchi pubblici che erano diventati ormai non solo inagibili, ma anche una zona poco sicura da cui rimanere alla larga.

Ed è anche questo uno dei messaggi dell’iniziativa: le persone ristrette per aver commesso reati, “restituiscono” alle altre persone, uno spazio vivibile nei quali riappropriarsi di gesti comuni come una semplice passeggiata sotto casa.

L’esperienza ha funzionato. I detenuti sono felici di poter uscire dalle quattro mura e poter fare qualcosa di veramente utile riprendendo confidenza con la vita reale, i colleghi della Polizia Penitenziaria, scelti prevalentemente da quelli che hanno sedi di ufficio dipartimentale, si possono riappropriare della loro uniforme e ruolo di Poliziotto, i cittadini riacquistano decoro e vivibilità e i Municipi non solo riescono a garantire un servizio migliore, ma iniziano anche a poter fare affidamento ad una forza lavoro da impiegare nelle zone di ordinaria amministrazione e liberare quindi il personale specializzato per gli interventi più difficili.

Per ora quindi, un successo che anche molti altre aree metropolitane stanno avviando in tutta Italia: Milano, Palermo, Napoli …

La formula funziona talmente bene che anche l’Anas ha stipulato con il DAP un protocollo simile e quindi a breve, i detenuti delle carceri italiane con bassa pericolosità e con pene residue minime da scontare, saranno impiegati anche per la manutenzione delle strade: prima la pulizia delle caditoie e le strisce pedonali, poi l’asfalto a caldo per le buche.



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Commenti dei lettori

n. 0


Lo condivido r vedremo di farlo come ditta di catania

Di  Carlo concorso  (inviato il 06/01/2019 @ 09:51:23)




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