Collega sospeso da Basentini: saltare di palo in frasca tra decreto, sospensione, Legge, consiglio di disciplina, Capo DAP
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Collega sospeso da Basentini: saltare di palo in frasca tra decreto, sospensione, Legge, consiglio di disciplina, Capo DAP  

Autore: Leo Beneduci
04/02/2019


Ovviamente non siamo in possesso del provvedimento con cui l’attuale Capo DAP Francesco Basentini, magistrato in aspettativa, ha sospeso dal servizio uno dei Poliziotti penitenziari intervenuti per sventare l’evasione di un detenuto dal carcere di Campobasso nei giorni scorsi.

Però andiamo (tutti) a rinfrescarci la memoria con quanto prevede il Decreto Legislativo 30 ottobre 1992, n. 449 - Determinazione delle sanzioni disciplinari per il personale del Corpo di Polizia Penitenziaria e per la regolamentazione dei relativi procedimenti, a norma dell'art. 21, comma 1, della legge 15 dicembre 1990, n. 395.

Articolo 5 (Sospensione dal servizio). Comma 1: La sospensione dal servizio consiste nell'allontanamento dal servizio per un periodo da uno a sei mesi, con la privazione della retribuzione mensile, salva la concessione di un assegno alimentare di importo pari alla meta' dello stipendio e degli altri eventuali emolumenti valutabili a tal fine a norma delle disposizioni vigenti, oltre gli assegni per carichi di famiglia.

Comma 3: Può essere inflitta nei seguenti casi:
a) recidiva entro sei mesi delle infrazioni già punite con la deplorazione;
b) occultamento delle infrazioni alla disciplina commesse dal personale dipendente;
c) violazione degli ordini dei superiori, quando non abbia rilevanza penale;
d) condanna, con sentenza passata in giudicato, per delitto non colposo, salvo quanto previsto dall'articolo 6;
e) assidua frequenza, senza necessita' di servizio, di persone dedite ad attività illecite o di pregiudicati;
f) uso non terapeutico, provato, di sostanze stupefacenti o psicotrope;
g) denigrazione dell'Amministrazione o dei superiori;
h) comportamento che produce turbamento nella regolarità o nella continuità del servizio di istituto;
i) omessa o ritardata presentazione in servizio per un periodo superiore a quarantotto ore e inferiore ai cinque giorni o, comunque,
nei casi in cui l'omissione o la ritardata presentazione in servizio di cui all'articolo 3, comma 2, lettera e), provochi gravi disservizi ovvero sia reiterata o abituale;
l) invio di lettere anonime contenenti accuse temerarie contro superiori o colleghi;
m) introduzione nello stabilimento, per destinarli ai detenuti o internati, di denari, armi o strumenti atti ad offendere od a facilitare l'evasione, il non sequestrarli scoprendoli, o l'omettere di denunciarne il trafugamento;
n) associazione diretta e indiretta ad interessi degli appaltatori o committenti dello stabilimento;
o) accettare dai detenuti o internati o dai loro familiari o conviventi mance o regali sotto qualsiasi pretesto o forma, o l'entrare in rapporti di interesse con essi;
p) favorire in qualsiasi modo la corrispondenza dei detenuti o internati, sia entro sia fuori dello stabilimento.

Comma 4: La sospensione dal servizio è inflitta con decreto del Direttore generale del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, previo giudizio del consiglio centrale di disciplina.

Ci scuserete il saltare di palo in frasca, ma ora ci sembra utile tornare a citare quanto scritto nell’articolo sul sito web della Giustizia: Si è reso opportuno procedere “anche prima che sia esaurito o iniziato il procedimento disciplinare – si legge nel decreto di Basentini – al fine di tutelare immediatamente sia l’ordinato svolgimento dell’attività dell’Amministrazione sia il prestigio, l’imparzialità e l’immagine della stessa”.

Tornando ai casi in cui è prevista (dalla Legge) la sospensione dal servizio per gli appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, a quanto ci è dato sapere, non sembra ci sia un caso in cui ricondurre il comportamento del collega sospeso. Forse il punto a) del coma 3? Non lo sappiamo. Di certo il collega non appare essere incorso in un comportamento in grado di minacciare l’ordinato svolgimento dell’Amministrazione che poteva procedere tranquillamente anche se il collega fosse stato tolto dai servizi operativi, né il prestigio (che è cosa diversa dalle esigenze di tutela dell’immagine di facciata o di probabile accondiscendenza di richieste esterne all’Amministrazione).

Il collega semmai, potrebbe essere incorso nella violazione dell’ Art. 4 (Deplorazione) - Comma 1 lettera L che sanziona la negligenza o l'imprudenza o la inosservanza delle disposizioni sull'impiego del personale e dei mezzi o nell'uso, nella custodia o nella conservazione di armi, mezzi, materiali, infrastrutture, carteggio e documenti.

Sul decreto dell’attuale Capo DAP Francesco Basentini credo che ci sia un punto su cui porre l'accento, ovvero: può un Capo DAP emanare un decreto di sospensione dal servizio senza (a quanto ci è dato sapere) che il Poliziotto penitenziario in questione abbia messo in atto un comportamento tra quelli previsti dall’articolo 5?

Ma soprattutto… può un Capo DAP, emanare un decreto “dipartimentale” scavalcando quanto previsto da un Decreto Legislativo che prevede l’emanazione del decreto dipartimentale “PREVIO” giudizio del consiglio centrale di disciplina?



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Commenti dei lettori

n. 0


Siamo in mano a nessuno se si vestissero di carattere per dare onore al corpo oggi tante cose non le subiremo non ce volontà

Di  Anna  (inviato il 06/02/2019 @ 12:01:18)




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