Chi ha paura di una Polizia Penitenziaria che riceve visibilità per i successi ottenuti?
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Chi ha paura di una Polizia Penitenziaria che riceve visibilità per i successi ottenuti?  

Autore: Enzima
21/01/2019


La Polizia Penitenziaria sta ottenendo riconoscimenti da tutte le altre Forze di Polizia e apparati dello Stato, soprattutto dai Reparti operativi impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata e terrorismo.

Non è cosa da poco e non è un riconoscimento solo per il lavoro degli ultimi anni. Due anni fa il NIC ha raggiunto i dieci anni di attività e il GOM a febbraio di quest’anno compirà i venti anni di operatività.

Il carcere ha smesso di essere un binario morto di informazioni e sta diventando, ogni giorno di più, un capolinea da cui ripartire per prevenire e contrastare la mafia e il terrorismo d’ogni genere.

Non che prima certe informazioni non venissero utilizzate, ma come spesso è emerso in tante risultanze processuali, l’ambiente penitenziario e gli uomini della Polizia Penitenziaria, in passato, qualche volta sono stati utilizzati per acquisire conoscenze da sfruttare per fini non istituzionali. Addirittura contro le Istituzioni.

Ora si sta chiudendo un cerchio. E’ iniziato un processo di circolarità delle informazioni e incrocio dei dati che sta già dando notevoli risultati.

Chi ne ha da temere? E perché non è avvenuto prima?

Ne hanno da temere i criminali e chiunque fa affari con loro. Non è avvenuto prima per tante ragioni, compresa la scarsa visibilità che il Corpo di Polizia Penitenziaria ha ottenuto fino ad ora e questo, a sua volta, è stato utile a molte persone che hanno avuto l’interesse di categoria di tenere a bada la stragrande maggioranza del personale del DAP: le donne e gli uomini del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Penso che anche per questo quel video dell’arresto di Cesare Battisti e la giacca della Penitenziaria indossata da Bonafede, abbiano scatenato tante polemiche in questi giorni. Nonostante per certi versi siano state esternazioni un po’ fuori le righe, i due segnali lanciati dal Ministro della Giustizia, insieme alle numerose e precedenti dichiarazioni di fiducia e apprezzamento del Guardasigilli nei confronti de Corpo, hanno suggellato anch’essi una chiusura di un cerchio, più interno, per molti scontato, ma non per le decine di migliaia dei “Baschi Azzurri”, per i quali quelle parole e quei gesti hanno significato molto.

Chiunque abbia l’interesse di tenere ancora a bada la Polizia Penitenziaria, continuerà a cercare e sollevare pretesti contro ogni altra forma di visibilità raggiunta, e sono sicuro, arriveranno anche dall’interno del Corpo. D’ora in poi, assaporiamo gli apprezzamenti e i riconoscimenti, ma iniziamo a distinguere fatti e persone che cercheranno di nuovo di spezzare il cerchio.

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Finalmente in una sede istituzionale prestigiosa viene riconosciuto il ruolo fondamentale della Polizia Penitenziaria nelle attività di prevenzione e contrasto alla criminalità organizzata. Adesso non si perda altro tempo e si passi alla riorganizzazione del Corpo con l’istituzione della Direzione Generale della Polizia Penitenxiaria. Mi auguro che i funzionari del Corpo prossimo alla dirigenza si impegnino sempre di più per raggiungere questo obiettivo. Alfonso Mattiello

Di  Alfonso Mattiello  (inviato il 21/01/2019 @ 11:16:05)




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