Calendario 2019 della Polizia Penitenziaria, degno coronamento del fallimento della comunicazione gestita dal DAP
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Calendario 2019 della Polizia Penitenziaria, degno coronamento del fallimento della comunicazione gestita dal DAP  

Autore: Enzima
14/12/2018


Ieri, nella solita scuola di Via di Brava, c’è stata la presentazione del calendario 2019 del Corpo di Polizia Penitenziaria.

Presentato a chi? Presentato ai soliti che sono obbligati o traggono conforto dal partecipare a certe manifestazioni, assolutamente ed inutilmente autoreferenziali.

Stampa, come al solito, non se n’è vista e infatti la “cerimonia” è passata come sempre inosservata. Praticamente ci si continua ad auto-scimmiottarsi tra di noi facendo finta che queste occasioni siano un qualcosa che abbia senso per il solo fatto che ci sia un presentatore in sala.

Non è certo colpa di Basentini: il Capo DAP ha semplicemente ereditato una (non)struttura che da molti anni ha letteralmente cementato l’immagine della Polizia Penitenziaria. L’ha cementata per due motivi: spegnere la fiamma del Fregio del Corpo che, inevitabilmente, offuscherebbe qualunque altro Dirigente civile, ma anche per “mancanza di coraggio” di chi ha gestito la comunicazione della Polizia Penitenziaria in tutti questi anni. E “molto probabilmente” i due motivi coincidono pure …

Di dimostrazioni che sia poprio così, se ne potrebbero portare a decine, ma adesso rimaniamo sul calendario.

Ieri abbiamo potuto pure ascoltare il video-messaggio del fotografo a cui è stato affidato l’incarico di rappresentare l’immagine del Corpo di Polizia Penitenziaria, attraverso il quale il fotografo stesso ha spiegato il motivo per cui è stato scelto (motivazioni che sono riportate anche nel calendario). Piccola premessa: realizzare il calendario della quarta forza di Polizia dello Stato non è cosa facile: richiede tempo ed energie. E su chi è ricaduta la scelta del DAP? Su un fotografo che ha viaggiato per tutto il Sudamerica dove ha visitato e fotografato 74 carceri, da cui ne ha tratto un libro e una mostra presentata addirittura nel carcere di Poggioreale, durante la quale “alcuni detenuti mi hanno invitato a visitare il “loro” carcere”. Da questo invito è partita (al fotografo) l’idea di “intraprendere un lungo viaggio anche negli istituti di pena italiani … un mondo così pieno di sfaccettature e di umanità. Il mio interesse è stato sempre quello di dar voce a chi è invisibile nella nostra società, in questo caso i detenuti”. Si, avete letto bene, testuali parole, che potrete rileggervi ogni giorno per tutto il 2019 e per gli anni a venire perché sono riportate sullo stesso calendario.

Dunque per bontà degli ospiti di Poggioreale, il fotografo è inciampato anche sul nostro lavoro, e il DAP non s’è fatta sfuggire l’occasione di incaricare un animo sì nobile di rappresentarci nel calendario ufficiale.

Così come potremo ammirare il secondo capolavoro comunicativo introdotto nel calendario 2019 e cioè quello di essere riusciti a ritrarre dei carcerati nel calendario del Corpo di Polizia Penitenziaria. Lo so, la parola “carcerati” è un po’ cruda, un po’ fuori moda … ma visto che ormai ci stanno prendendo letteralmente per il culo (altra affermazione un po’ forte), tanto vale offenderci platealmente a vicenda, senza contare il fatto che ad oggi sono in netto vantaggio loro. La presenza dei carcerati è resa ancora più inopportuna per la scelta dello scatto (in particolare quello di marzo) nel quale sono ritratti (insieme all’incolpevole collega) in atteggiamento assolutamente inadeguato se l’intento era quello di suscitare orgoglio negli appartenenti al Corpo e ammirazione per lo stesso, tra coloro i quali, della società esterna, riusciranno mai a vedere il nostro calendario.

Calendario Polizia Penitenziaria 2019

La colpa non è nemmeno di Alfonso Bonafede, 45° Ministro della Giustizia della storia della Repubblica Italiana, che nella “cerimonia” di ieri ha detto: “il calendario è bellissimo, gli scatti sono veramente efficaci” e anche “mi piace l’idea di foto in bianco e nero che in qualche modo regalano un momento di realtà anche un po’ cruda per quella che è la condizione delle carceri adesso, ma all’interno di quegli scatti si vede lo sguardo fiero ed orgoglioso degli agenti di Polizia Penitenziaria”.

E infatti … allego gli sguardi “fieri ed orgogliosi” dei colleghi (incolpevoli, perché la scelta delle foto non è loro) con cui si apre e si chiude il calendario ufficiale del Corpo di Polizia Penitenziaria 2019:

Calendario Polizia Penitenziaria 2019

Calendario Polizia Penitenziaria 2019

Questo calendario 2019 è un capolavoro. Un capolavoro di (non)strategia comunicativa che affonda le radici nelle poltrone dei direttori e dirigenti del DAP. L’ennesima offesa ad un Corpo che meriterebbe altro che le solite foto finte, con finte scenette che ritraggono una finta formazione, una finta operatività e una finta memoria.

Se davvero Basentini e Bonafede, ma anche i due Sottosegretari alla Giustizia Morrone e Ferraresi, sempre molto prodighi di selfie su Facebook con i colleghi, vogliono investire e migliorare il Corpo di Polizia Penitenziara, iniziassero da oggi, sul serio, a lavorare sull’immagine del Corpo.

Lo so, ieri era la presentazione di una frittata già fatta, la solita che il DAP ci obbliga a subire da decenni e mi rendo conto che le vostre affermazioni di circostanza non potevano essere altrimenti, ma per favore, da oggi, smettetela di prendere per il culo il Corpo di Polizia Penitenziaria!



I Vostri commenti
Commenti dei lettori

n. 0


Ma chi sono queste menti. Magari si sono riuniti in varie riunioni per partorire questo calendario???? Dilettanti allo sbaraglio. Ci sono da cogliere bei momenti nei quali la polizia penitenziaria è impegnata, forse chi ha deciso non conosce il corpo, ho forse buolevsmininuirlo. Queste proprio fanno????

Di  Anonimo  (inviato il 14/12/2018 @ 19:58:48)




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